L’Università agraria decide tra pochi intimi nel suo fortino

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CIVITAVECCHIA – Si è svolta ieri pomeriggio, con la presenza di 6 consiglieri, l’assemblea del Consiglio di Amministrazione dell’Università Agraria in seconda seduta dopo il mancato svolgimento in prima convocazione di lunedì. Molti i cittadini soci dell’ente presenti a cui non è stato consentito l’accesso all’assemblea, affiancati dai consiglieri comunali Alessandra Lecis, Enzo D’Antò, Patrizio Scilipoti, Pasquale Marino e dal Sindaco Ernesto Tedesco, arrivati in loro supporto.

Presenti anche due pattuglie della polizia e dei vigili urbani chiamate dal Comitato usi civici, di cui alcuni membri sono anche soci dell’ente di viale Baccelli, per far rispettare il loro diritto a presenziare la seduta.

Dopo la giornata di lunedì, con il Cda andato deserto e i soci lasciati all’esterno, in serata il Presidente dell’Agraria Daniele De Paolis aveva pubblicato sul sito un avviso comunicando che, causa Covid, la seduta del Consiglio si sarebbe svolta alla sola presenza del Cda e con esclusione di ogni altro soggetto. Provvedimento che ha lasciato interdetta più di una persona rispetto al fatto che De Paolis sembra si sia ricordato delle norme anti-Covid soltanto per la seconda convocazione, non avendo invece disposto nulla per la prima.

Nell’avviso di convocazione, pubblicato sempre sul sito dell’ente il 4 gennaio, veniva infatti specificato che il giorno 11 gennaio e in seconda seduta il 12, si sarebbe tenuto il Cda dell’Agraria presso la struttura Polo Culturale Taj Lucia in quanto “logisticamente idonea (al contrario della sede sociale) a consentire il rispetto delle previsioni sanitarie in materia di assembramenti”. Nessuna menzione nell’avviso in questione, fino a lunedì sera, di una convocazione dell’assemblea a porte chiuse fino a ieri sera, e quindi modalità di svolgimento del Cda cambiate in corso d’opera.

Neanche il tentativo del Sindaco Ernesto Tedesco di permettere l’accesso anche solo a 1 o 2 soci ha portato risultati positivi.

I punti all’ordine del giorno erano ovviamente gli stessi del giorno precedente: la surroga dei consiglieri che hanno rassegnato le dimissioni e il fatidico quanto controverso punto 9 che prevede “Delega al comitato esecutivo per lo svolgimento temporaneo di alcune funzioni proprie dell’organo consiliare”.

Abbiamo provato a capire di più sul significato del punto 9, chiedendo lumi ad alcuni dei presenti, tra i quali anche alcuni consiglieri dimissionari. Per quale motivo, se anche venisse ricomposto il Cda, condizionale d’obbligo perchè la surroga è strumento degli enti pubblici e quindi non dell’Agraria che è ente privato, il consiglio si dovrebbe poi spogliare di parte dei suoi poteri e prerogative e delegarle al Comitato esecutivo che è composto da solo 3 membri? Su quali materie e casi? A questa domanda nessuno è stato in grado di dare una risposta; la ratio o fine di tale ordine del giorno rimane un mistero.

A fine riunione consiglieri e presidente sono usciti (quest’ultimo con le mani alzate e il telefono in mano) e si sono dileguati nella tenebre di via Isonzo. Nessuna offesa, minaccia o tentativo di infastidirlo da parte di alcuno dei presenti. Semplici contestazioni di cittadini che si sono visti negare un diritto, tutto nella norma con la Polizia e Vigili urbani presenti.

In sintesi, davvero una brutta pagina della nostra politica locale e della democrazia. Vero è che l’Università Agraria è stata trasformata in ente privato ma gestisce beni e soldi della collettività, quindi pubblici, e alla collettività deve rendere conto del suo operato. L’intervento della Regione Lazio, ente deputato al controllo dell’Università Agraria, non può più essere procrastinato, perchè quando i cittadini perdono fiducia nelle istituzioni il danno è già fatto ed è un danno enorme, alle fondamenta della nostra democrazia.