“Pendolari abbandonati dalla politica locale”

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stazione2CIVITAVECCHIA – “Disservizi, guasti, convogli ridotti, ritardi cronici e sporcizia aumentano sui treni ormai in proporzione all’aumento del costo dei servizi. La condizione dei pendolari che viaggiano sulla linea ferroviaria Civitavecchia – Roma è al collasso e la politica locale se ne lava prontamente le mani, dopo aver ignorato per anni la questione nonostante i ripetuti solleciti anche da parte nostra”. Lo dichiara Antonio Cacace, presidente de “Il Popolo della Città”, commentando la sempre più probabile decisione del Comitato pendolari di costituirsi in movimento politico per autotutelarsi di fronte all’indifferenza delle Istituzioni locali.
“Quando chiedevamo pubblicamente al Sindaco Moscherini di nominare un proprio delegato che si occupasse a tempo pieno dei problemi del pendolarismo – spiega Cacace – non era certo per ottenere uno strapuntino al Comune (tant’é che qualcuno ce lo propose e noi gentilmente rifiutammo) ma perché vivendo quotidianamente questa realtà ci rendevamo conto che per arginare i disagi ed i disservizi subiti da una rilevante fetta di popolazione, cioè i pendolari, occorreva un coinvolgimento concreto e deciso da parte del primo cittadino, considerato anche il rapporto personale che il sindaco ha, e che non perde occasione di vantare, con l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Francesco Lollobrigida.”
“Come è consuetudine invece – prosegue il Presidente de Il Popolo della Città – nessuno al Comune di Civitavecchia ha ritenuto di dover ascoltare i suggerimenti che arrivavano dal territorio anche su questo importante aspetto della vita locale, e ci troviamo oggi di fronte ad una situazione insostenibile. Ritengo che sia troppo tardi per recuperare ora certe mancanze dopo che per quasi 5 anni l’attuale Giunta se ne è disinteressata completamente. Dall’esperienza di questa Amministrazione comunale noi cittadini dobbiamo imparare a farci rispettare di più dalla classe politica. I rappresentanti delle istituzioni e gli amministratori devono capire che non possono non ascoltare le richieste e i suggerimenti che arrivano dal territorio. E soprattutto devono imparare che quando si chiede il voto per rappresentare i cittadini, una volta eletti bisogna farlo. Oggi invece vedo troppe persone impegnate, e per troppo tempo, a farsi portavoce dei poteri forti difendendo gli interessi di pochi. E questo modo di fare – conclude Cacace – va cambiato perché alla lunga sono i molti, i cittadini cioè, a farne le spese!”.

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