“Nuove centrali: da che parte stanno le istituzioni?”

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CIVITAVECCHIA – Dal Collettivo No al Fossile Civitavecchia riceviamo e pubblichiamo:

“Mentre il tema della transizione energetica verso la neutralità climatica alimenta il dibattito in tutta Europa, uno strano silenzio istituzionale avvolge ciò che si sta muovendo attorno ai progetti di Enel e Tirreno Power, le quali pretenderebbero, con rinnovata arroganza e faccia tosta, la costruzione a Civitavecchia di nuove centrali a gas. Ad oggi infatti, al di là di qualche generica dichiarazione di intenti, Comune, Regione e Governo, tacciono sull’unica domanda a cui dovrebbero rispondere con chiarezza e onestà intellettuale: il gas a Civitavecchia rientra ancora nei piani istituzionali che condizioneranno la nostra esistenza dal punto di vista sociale, ambientale, sanitario e climatico per i prossimi tre decenni?
Se la risposta è sì, gettino la maschera e provino a giustificare la loro anacronistica posizione al cospetto della comunità scientifica internazionale e, soprattutto, trovino argomenti validi per spiegare questo vero e proprio tradimento nei confronti di lavoratori, lavoratrici, dell’intera comunità locale e delle nuove generazioni.
Se la risposta invece è no, al netto dei diversi piani di competenza e responsabilità ai quali sono chiamati a rispondere, mettano da subito in atto tutte le azioni necessarie per bloccare immediatamente l’iter autorizzativo di questi inaccettabili progetti di preistoria industriale e si schierino una volta per tutte al fianco dei cittadini, della tutela occupazionale, dalla biodiversità e della giustizia climatica.
Inoltre, come è stato più volte denunciato da sindacati, associazioni, comitati e movimenti, l’eventuale costruzione di nuovi gruppi a gas nell’area di Torre Valdaliga porterebbe in dote l’esplosione di enormi problemi non riconducibili soltanto alle questioni ambientali e sanitarie, ma anche a quelle occupazionali.
Di fronte a tutto questo, memori della sconfitta cocente subita nella battaglia contro il carbone a TVN, siamo convinti che chi ha veramente a cuore il futuro di Civitavecchia, del suo comprensorio e dell’intero pianeta, debba investire tutte le proprie energie non solo sul piano dell’opposizione e della protesta, ma anche e soprattutto su quello della proposta alternativa alle nuove centrali.
Per questo, nell’ambito di un’analisi locale che va necessariamente declinata anche al nazionale, chiediamo:

1) che Comune, Regione e Governo accolgano e facciano proprio il progetto Porto Bene Comune, il quale rappresenta oggi l’unico progetto territoriale realmente in linea con il Next generation EU e con il Green New Deal europeo;

2) la revisione immediata del PNIEC ( Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) con l’esclusione del gas e della CCS dalla transizione energetica nazionale;

3) una moratoria del Capacity Market in attesa del PNIEC aggiornamento;

4) blocco immediato di tutti gli iter autorizzativi avviati per la realizzazione delle nuove centrali turbogas tra le quali, ovviamente, quelle del polo energetico di Torre Valdaliga.

A partire da questi 4 punti, il Collettivo No al Fossile di Civitavecchia continuerà con spirito di servizio a sostenere tutte le iniziative che, sia in ambito locale che nazionale, proveranno da qui ai prossimi mesi a rendere più praticabile il percorso di innovazione tecnologica, sociale e culturale attraverso il quale chiudere per sempre il triste capitolo della servitù energetica, che soffoca da anni questo territorio.
Sappiamo che il mondo associativo, ambientalista, solidale e, non ultimo, quello sindacale, si stanno muovendo nella nostra stessa direzione. Le istituzioni, invece, da che parte stanno?”.

Collettivo No al Fossile – Civitavecchia