“Grave aver impedito al Dott. Micchi di prendere la parola in Consiglio”

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CIVITAVECCHIA – Perchè negare la parola al dott. Carlo Micchi, liquidatore delle società partecipate?
Ritengo decisamente grave quanto accaduto ieri in consiglio comunale: si stava discutendo la mozione presentata dal consigliere Grasso secondo la quale l’assise avrebbe dovuto esprimere l’indirizzo di revocare il dott. Micchi dal suo incarico, per presunte gravi violazioni di mancato accesso agli atti ai consiglieri.
Al di là delle questioni di merito, sulle quali mi sono già espresso ieri in assise, non capisco perché il presidente Riccetti abbia voluto negare la parola al dott. Micchi. Poiché da parte dell’opposizione erano state lanciate accuse e censure pesanti sul suo operato, sarebbe stato un atto di civiltà dargli contestualmente la possibilità di difendersi, possibilità che in genere viene negata solo nei luoghi dove la democrazia latita. Cosa mai avrebbe potuto dire di sconveniente il liquidatore di una società fortemente indebitata e che lo stesso Cottarelli aveva individuato tra venti società pubbliche più disastrate d’Italia? Non era forse interessante per tutto il consiglio comunale, per i giornalisti e per gli uditori in streaming ascoltare quanto aveva da dire? Quali sono le ragioni di questa censura?
Sicuramente la città ha perso l’occasione di sapere qualcosa di più sullo stato economico delle società partecipate e sullo stato del piano del loro risanamento.
La mia sensazione è che si sia attaccato il liquidatore per attaccare indirettamente il sindaco e l’amministrazione, a prescindere dai contenuti del suo operato.
Va infatti ricordato che attualmente sono in corso i delicati passaggi per la chiusura dell’annosa vicenda delle partecipate ed il lancio della Civitavecchia Servizi Pubblici. Già due concordati sono stati presentati e ritenuti ammissibili dal Tribunale, quelli relativi ad HCS e Città Pulita, e gli altri verranno presentati a breve. Va ricordato che durante l’amministrazione Tidei ne venne presentato solo uno e venne ritenuto non ammissibile dallo stesso Tribunale, pur spendendo molto di più di quanto l’attuale amministrazione ha speso fra consulenze e stipendi di liquidatori vari.

Emanuele La Rosa – Capogruppo M5S

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