S. Marinella. “Dipendenti comunali: le mele marce importanti per la comunità”

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SANTA MARINELLA – Sono ormai all’ordine del giorno le offese rivolte sia ai dipendenti comunali, sia a quelli della partecipata. Sulla stampa, sui social o addirittura negli incontri pubblici la lista degli spiacevoli appellativi con i quali vengono apostrofati i lavoratori è lunga:da “mele marce” a “cialtroni”, da “fannulloni” a “incompetenti”. Le colpe di tutto quello che sta avvenendo ricadono esclusivamente sulle loro spalle. Certamente non sarannotutti esenti da colpe. La caccia alle streghe portata avanti in questo periodo, però, non solo risulta incomprensibile e fuori luogo ma è da considerarsi del tutto sconveniente.

La riorganizzazione della pianta organica, annunciata con roboanti dichiarazioni come panacea per tutti i mali, non ha prodotto i risultati desiderati. Eccezion fatta per il risparmio relativo alle retribuzioni delle Posizioni Organizzative, le modifiche attuate hanno avuto l’unico effetto di mandare in tilt la macchina amministrativa, destabilizzando il personale e peggiorando notevolmente la qualità dei servizi forniti. A una robusta rivoluzione dell’impianto interno, non ha corrisposto un idoneo periodo di transizione per agevolare la metabolizzazione dei cambiamenti. Inoltre è mancato un appropriato affiancamento a chi ricopre nuove mansioni, necessario per assimilare competenze diverse. Se a tutto questo si aggiunge la puntuale campagna di demonizzazione, si ottiene una completa delegittimazione del lavoro e del contributo fornito dagli uffici alla città.

L’operato dei dipendenti pubblici o della Santa Marinella Servizi risulta fondamentale per il buon andamento di tutta l’amministrazione. Rappresenta, se ben utilizzato, il valore aggiunto per i servizi che vengono erogati ai cittadini. Occorre puntare con convinzione sulla formazione, avviando programmi condivisi che mirino a mantenere sempre alta la conoscenza delle materie trattate e a uniformare le attività svolte con gli aggiornamenti normativi. La collaborazione e la fiducia tra amministratori politici e amministratori tecnici dovrebbe essere ben salda. E’ necessario valorizzare le competenze e l’esperienza, generando un processo di responsabilizzazione costante che miri esclusivamente a elevare lo standard dei servizi.

In queste condizioni, invece, oltre alla situazione logistica, pessima, alla dotazione tecnologica, inadeguata, si rischia di produrre un pesante clima di pressione, sia interno che esterno. La frattura tra le due parti appare ancora più preoccupante, se si considera che nella situazione economica/finanziaria in cui si trova il Comune di Santa Marinella, avviare un muro contro muro non giovi praticamente a nessuno. In condizione di dissesto, se la parte politica sceglie di non collaborare con la parte tecnica, a pagarne le conseguenze saranno esclusivamente i cittadini.

E’ auspicabile, allora, che gli ingranaggi riprendano a girare nel migliore dei modi. Per far sì che questo avvenga, tutti i soggetti interessati dovranno essere messi in condizione di lavorare in maniera ottimale. Urge che le parti riavviino il dialogo, con il dovuto rispetto reciproco e con i giusti modi. Necessario, quindi, risulterebbe abbandonare immediatamente toni troppo esasperati. Dalla distensione dei rapporti, non potranno che arrivare vantaggi per tutti.

Una classe dirigente consapevole e responsabile, questo dovrebbe fare. Una classe dirigente al governo della città e degna del proprio ruolo, questo lo avrebbe già fatto.

Il Paese che vorrei si mette a disposizione per favorire il confronto tra le parti e avviare una discussione costruttiva che possa armonizzare le esigenze del Comune e le istanze dei lavoratori, nell’interesse della nostra comunità.

 

Il Paese che vorrei

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