Tanti dubbi e ombre dietro la vendita del Camping La Frasca

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CIVITAVECCHIA – L’annuncio della vendita del Camping “La Frasca” ha suscitato sorpresa e sgomento. L’annuncio era su alcuni siti di vendita immobiliare da diversi giorni anche se, su alcuni di questi, è scomparso quando la voce ha iniziato a circolare in città. La vendita riguarda il terreno su cui sorge il campeggio e ovviamente gli immobili. Quella lingua di terra che si estende tra Civitavecchia e Tarquinia, rigogliosa di pini a pochi metri dal mare, complice di estati spensierate per molti cittadini non solo della nostra città, ma anche di tanti romani, era in vendita per la cifra di € 5.600.000.

Immediati gli interventi di molte forze politiche locali, dopo il comunicato stampa dell’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto, che hanno fatto quadrato opponendosi alla vendita e chiedendo chiarezza su come si sia arrivati a questo punto. Il 28 Marzo 2014 l’Arsial (Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio) stipulava un atto di compravendita con la società Campeggiatori Pineta La Frasca srl attraverso il quale cedeva, per un importo complessivo di € 728.800,00 una parte della pineta, quella su cui è presente il campeggio. Il Comune di Civitavecchia, con l’allora Sindaco Antonio Cozzolino, impugnò l’atto di vendita presso il Tribunale di Civitavecchia sostenendo che gli immobili di pubblico interesse, tra cui rientra la porzione di pineta ceduta, possono essere trasferiti a titolo oneroso solo ad enti o organismi di diritto pubblico e non ad una società privata ai sensi del Regolamento regionale n. 7/2009. La causa è ancora pendente in primo grado presso il tribunale di Civitavecchia e la sentenza potrebbe arrivare entro questo anno. Sulla vendita si sono espressi il Movimento 5 Stelle, Onda Popolare, Potere al Popolo e l’attuale Amministrazione comunale, attraverso un comunicato stampa del Sindaco Ernesto Tedesco, confermando che la linea del Comune è quella intrapresa dalla precedente amministrazione: illegittimità della vendita.

Enrico Luciani di Onda Popolare e Sergio Serpente, ex assessore, tra coloro che si sono sempre opposti in prima linea alla vendita del campeggio, riportano alla memoria la delibera di giunta n. 415 del Novembre 2013 del Comune di Civitavecchia, pochi giorni prima della sfiducia e caduta del Sindaco Pietro Tidei, giunta alla quale risultarono entrambi assenti. Nella delibera veniva stabilito che l’Arsial concedeva in comodato d’uso gratuito al Comune di Civitavecchia “l’area denominata La Frasca, ad eccezione delle aree assegnate al locale campeggio”. Luciani e Serpente asseriscono che la storia della vendita della Frasca nasce da quella delibera, di cui entrambi non hanno memoria e della cui riunione di Giunta affermano di non aver ricevuto mai convocazione.

Afferma Enrico Luciani: “In una giunta di cui io non ho memoria e nulla sapevo, tenuta pochi giorni prima che sfiduciassimo il Sindaco Tidei, all’ordine del giorno c’era un solo argomento: la Frasca. Mai l’avrei votata. La Frasca è un bene che appartiene alla città e sia Onda Popolare che il sottoscritto ci batteremo sempre affinchè alla città ritorni. Sito importante non solo dal punto di vista ambientale ma ricco di reperti archeologici. Vorrei ricordare che il nostro Consigliere Regionale Gino De Paolis fu colui che si è battuto in Regione affinchè la Frasca fosse riconosciuta Monumento Naturale così come avvenuto nel 2017”. Aggiunge l’ex Assessore Sergio Serpente:Non ricordo nessuna convocazione di quella giunta, delibera mai vista, tanto è vero che risulta che io ero assente. In realtà non conoscevo la natura di quella delibera, non ero a conoscenza che si sarebbe portata in giunta, anche perché, come sempre dichiarato fin dall’inizio, io sono sempre stato contrario a che la Frasca venga data ai privati. Una delibera del genere non sta in piedi. Spero che i cittadini possano riappropriarsi di quell’area che è la loro e che appartiene alla città”.

Il campeggio è stato acquistato dalla società Campeggiatori Pineta la Frasca srl i cui soci di minoranza sono i singoli campeggiatori mentre il restante 90% della proprietà è detenuto dalla società La Nuova Frasca srl, i cui soci sono per il 33,33% Asara Maria Bice, moglie del Patron della Pulcini Group Antonio Pulcini, costruttore romano, e per il 66,67% della GI.AL. srl.

Dopo la pubblicazione dell’annuncio di vendita, i singoli soci di minoranza, molti di loro campeggiatori di vecchia data del camping, contattati ci hanno riferito: “Non eravamo a conoscenza della volontà di vendere da parte della società, non siamo stati informati”. Quell’annuncio è stato un fulmine a ciel sereno anche per loro.

L’Amministratore della Campeggiatori La Frasca e della Nuova Frasca srl è Emanuele Salvatori. Contattato dalla nostra redazione, ha dichiarato: “Di quell’annuncio io non so nulla”. Alla nostra osservazione rispetto al fatto che l’annuncio ha suscitato clamore nelle more della sentenza di primo grado del Tribunale, il quale dovrà pronunciarsi sulla legittimità o meno della vendita da parte dell’Arsial ad un privato, ha così replicato: “Non sapevo della causa pendente davanti al Tribunale di Civitavecchia, non conosco la Cialdi Immobiliare che ha pubblicato l’annuncio e non è mia intenzione vendere, di quell’annuncio io non so nulla”.

Insomma, alla nostra domanda che qualcuno all’agenzia immobiliare di pubblicare l’annuncio il mandato deve pur averglielo dato, ci ha così risposto: “A oggi non ho nessuna intenzione di vendere, stiamo valutando degli investimenti importanti almeno così rientriamo di qualche cosa che fino ad ora sono solo spese. Non è stata una mia decisione mettere in vendita il camping”.

Perché allora quell’annuncio? I nostri tentativi di parlare con i titolari della Cialdi Immobiliare sono risultati vani: contattato l’ufficio due volte ci hanno riferito che i titolari erano assenti senza essere stati poi ricontattati.

La vicenda, insomma, appare decisamente poco trasparente.