Ora è psicosi furti anche a S. Marinella

s. marinella centroSANTA MARINELLA – Il recente aumento  esponenziale dei furti non è un fenomeno limitato a Civitavecchia, né tantomeno un effetto mediatico, ma un problema concreto che va ingigantendosi giorno dopo giorno anche a Santa Marinella. A questo  proposito i consiglieri di minoranza Carlo Mucciola, Francesco Benci, Andrea Bianchi, Massimiliano Fronti, Mauro Trebiani, Paola Rocchi e Stefano Massera sollecitano con un’interrogazione il Sindaco Bacheca a una risposta rapida “per rassicurare i cittadini con  delle iniziative tangibili, un controllo sul territorio più visibile da concertare con le forze dell’ordine, senza dimenticare che il Sindaco è anche il capo della Polizia Municipale. Chiediamo – continua la Minoranza – al primo cittadino di spiegarci come sta affrontando questa emergenza, se ha preso in considerazione la possibilità di istituire un tavolo tecnico per studiare la questione e programmare le iniziative più efficaci”.
Giunge con un tempismo impeccabile questa interrogazione al Sindaco. Sono infatti ormai diversi mesi che intere vie della Perla sono state prese d’assalto dai ladri. La maggior parte dei furti avviene di notte, con gli abitanti delle case prese a bersaglio colti nel sonno, o addirittura in pieno giorno. La sicurezza con cui oramai i ladri operano è angosciante e direttamente proporzionale all’insicurezza con cui vivono i cittadini santamarinellesi. In particolare per le feste natalizie si è registrata una crescente paura che ha spinto gli abitanti dei quartieri maggiormente colpiti a non prolungare la propria permanenza fuori casa neanche in occasione dei pranzi natalizi. Nei condomini  è capitato di accordarsi sugli orari di uscita e rientro in modo da non lasciare l’edificio vuoto, ci si è organizzati con trucchi vecchi e nuovi e si è sperato nella buona sorte. “Non è possibile che non posso uscire di casa per paura – dichiara una signora – la via mia l’hanno fatta tutta quest’estate, e adesso hanno ricominciato”. “Io me li sono trovata davanti – commenta un’altra signora mentre porta a spasso il cane – mi ero dimenticata le chiavi della macchina, sono tornata indietro e ho visto una zingara sul pianerottolo davanti casa mia”. C’è chi  propone delle ronde: “Se chi dovrebbe non ci tutela dobbiamo tutelarci da soli”, persone a cui è stato rubato tutto: “Anche i mobili mi hanno portato via”, chi è stato preso di mira: “a casa mia sono venuti tre volte, non c’è più niente da rubare, se vengono di nuovo non possono rubare più niente”, ma c’è anche chi, più ottimista, si affida alle Forze dell’ordine e al destino: “non possiamo non vivere più per la paura, io spero che non vengano mai a casa mia, ma non resto a casa per fare la guardia, io continuo a fare la mia vita di sempre, non possiamo farci condizionare”. Un problema che fino a qualche tempo fa era solo estivo e turbava i pomeriggi al mare dei vacanzieri che lasciavano vuoti i condomini delle città, adesso è un problema di tutti i giorni che non risparmia paesi, negozi, esercizi commerciali, officine meccaniche, ville isolate e appartamenti a schiera, non più solo concentrati nelle zone meno popolate vicino al mare, ormai i furti sono all’ordine del giorno anche nel centro cittadino. Oltre a ricorrere a trucchi domestici  vecchi e nuovi per ostacolare i ladruncoli di turno, molti cittadini si sono attrezzati con veri e propri sistemi antifurto per dare del filo da torcere anche ai ladri “professionisti”. Di fatto, questo è diventato un problema grosso che le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale devono necessariamente affrontare il prima possibile perché sta screscendo una vera e propria psicosi dei furti. Ma da dove cominciare? Sarebbe già utile fare il punto della situazione, dare ai cittadini dati reali sugli aumenti e le diminuzioni dei furti e dei relativi arresti da parte dei carabinieri, far sapere se sono previsti piani ad hoc per il caso e iniziative mirate, organizzare pattugliamenti strategici e tenere sotto particolare controllo i luoghi di ritrovo per i senzatetto, gli accampamenti abusivi vari e i flussi di entrata ed uscita dalla città perché, questo lo pensano in molti, “i responsabili non sono  di Santa Marinella, vengono da fuori, stanno un po’ di tempo, ripuliscono una zona intera e se ne vanno”. Ma prima ancora di catturare i colpevoli, è necessario  far sentire alla popolazione di essere tutelati  e non abbandonati a se stessi, anche e soprattutto per evitare che inizino episodi di “giustizia privata” che trasformerebbero questa, finora, tranquilla cittadina in un Bronx.

Francesca Ivol