“Dalla cantieristica navale opportunità di lavoro e sviluppo per la città”

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CIVITAVECCHIA – Tempo di elezioni, tempo di programmi, promesse e buoni propositi tra incontri, discorsi, strette di mano, in attesa del responso delle urne.
Si comprende come non sia semplice governare una città complessa come Civitavecchia con tutti i problemi che emergono ogni giorno: dalla casa, al lavoro, alle questioni ambientali, alle richieste di assistenza per chi vive disagi a vari livelli.
Rappresento una piccola comunità, un’associazione onlus, che nel suo percorso decennale ha cercato di essere fedele ai principi di solidarietà su cui è nata.
L’associazione si occupa di insegnare le attività che ruotano intorno alla cantieristica navale, ai ragazzi che vogliono imparare, senza fare alcuna distinzione per quel che attiene le loro abilità di base.
L’associazione è una bottega dove si può imparare uno tra i seguenti mestieri: maestro d’ascia, tornitore, carpentiere navale, tubista, saldatore ma, soprattutto, mette i ragazzi nella condizione di crescere e le famiglie di ricevere supporto e sollievo.
L’impegno sociale di volontari silenziosi, che impiegano il loro tempo nel mettere a disposizione dei ragazzi la loro esperienza, si rivela una vera opportunità per i ragazzi di possedere strumenti da usare concretamente nel mondo del lavoro.
Alcuni giovani, con il supporto dei volontari dell’associazione, sono usciti dalla loro solitudine e hanno trovato uno spazio nel mondo del lavoro, molti altri potrebbero realizzare se stessi nel lavoro, se ci fosse una maggiore sinergia di intenti con le amministrazioni comunali, se ci fosse la volontà di incentivare le risorse della città dovute al mare ed al porto.
Intendo dire che basta guardarsi intorno per capire come le attività che ruotano intorno alla cantieristica navale stanno scomparendo, perché mancano sempre più giovani che operano nel settore e che invece sono sono in attesa di imparare e trovare uno spazio in esso.
La programmazione di una scuola di mestieri del mare o la costruzione di uno scalo d’alaggio non sono idee impossibili da realizzare anzi, invito i candidati sindaci a considerare come questo tipo di progetti posseggono la forza di connettere il mondo del volontariato a quello del lavoro, attraversando una dimensione sociale ed umana gratificante per il singolo e per la collettività.

Maestro d’ascia Giorgio D’AndreaPresidente de “La Bilancella” o.n.l.u.s.

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