“Bella Ciao … compagno Francesco”

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Il nostro compagno Francesco De Fazi ci ha lasciato.
Sapevamo ormai da tempo che sarebbe accaduto, eppure trovarci oggi davanti alla sua assenza ci ha colto impreparati e ci ha lasciato frastornati, perché non si è mai pronti a perdere i propri punti di riferimento.
Sulla stampa lo hanno ricordato come dirigente sportivo, in quanto fondatore della UISP e dirigente del Civitavecchia Calcio, e come animatore, con la NUCG, della vita culturale della città che fu, rievocando l’importante segno che il suo impegno, fatto di dedizione totale e passione intrisa di valori, ha impresso a generazioni di giovani civitavecchiesi.
Ed in effetti con Francesco, Civitavecchia perde un pezzo della sua storia, un testimone attivo del suo tempo.
Ma noi che abbiamo avuto l’onore di essere suoi compagni, vogliamo però ricordare il militante comunista, l’amico e soprattutto il Maestro.
Si perché Francesco per noi, unitamente a sua moglie, la compagna Leda, è stato un maestro, uno di quelli di cui i ricordi non sono ricordi, ma esempi.
Francesco è stato un uomo e un compagno non comune, un uomo con il rigore e un etica di vita di altri tempi ma capace, comunque, di interpretare, anche se non sempre condividendolo, l’evolversi dei tempi; un uomo dotato di una forte personalità e di un’umanità unica.
Attento analista della vita sociale e politica cittadina, mai fece mancare il suo contributo ai conflitti e alle lotte in corso, anche quando le tante traversie della vita lo costrinsero altrove.
Con lui abbiamo imparato l’impegno indefesso, la determinazione della coerenza, il valore di saper mantenere autonomia di giudizio, l’importanza di mantenere invariata negli anni la capacità di indignarsi davanti all’ingiustizia in ogni suo rappresentarsi e di infondere in ogni aspetto del proprio agire quei valori di solidarietà, giustizia sociale e libertà caratteristici della scelta di essere comunisti.
Senza tentennamenti, senza mezze misure, perché Francesco non era uomo da mezze misure.
Ed era un uomo saggio, di quella saggezza autentica di un uomo a cui la vita non ha risparmiato dolori e lacrime, dalla tragedia del bombardamento a causa del quale aveva perso il suo indimenticato padre, evento al quale tornava spesso con la memoria, alla straziante perdita della sua adorata figlia Sonia prima, e della sua amata moglie Leda poi, alle tante delusioni provate davanti ai cambiamenti genetici e alle defezioni a cui aveva dovuto assistere durante la sua decennale militanza nelle organizzazioni comuniste.
Ma tutto ciò, pur ferendolo profondamente, non lo aveva piegato, ed affrontando con la riservatezza e la dignità che gli erano consone le vicende della vita, continuò a rimanere fermo nei suoi convincimenti e punto di riferimento e sostegno per tutti coloro che lo avevano vicino, per la sua famiglia, per i suoi amatissimi figli Dario e Stefano, per i suoi adorati nipoti, e per noi, suoi compagni ed amici.
Francesco già ci manca e sempre più ci mancherà nel futuro.
Ci mancheranno le sue analisi a volte spietate e le sue mille premure, le battute argute per il quale era famoso, il suo sorreggerci nei percorsi di lotta, il suo ripercorrere la memoria della Civitavecchia antifascista e delle lotte del movimento operaio, ma soprattutto ci mancherà l’amico, quell’uomo unico, sempre pronto ad ascoltare e a fornire il suo contributo, seppure, a volte, critico.
E ci mancherà quel suo sorriso bonario, quel fraseggiare parole russe, quel nostro modo di salutarci….Bella Ciao, compagno Francesco…..
Che la terra ti sia lieve con la tua indimenticata Leda.

I suoi compagni e le sue compagne

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