Salute che picca

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Pochi alimenti hanno fama di essere rimedi naturali in grado di curare, se non tutti, quasi ogni male: uno di questi è senz’altro il capsicum, appartenente alla famiglia delle Solanacee, comunemente noto come peperoncino.
Tradizionalmente viene usato per aggiungere una nota di piccante ai cibi, ma ha tante di quelle proprietà benefiche che vanno oltre la sfera gustativa da renderlo un ottimo alleato della nostra salute, e anche della linea.
La qualità che più lo caratterizza è la piccantezza, dovuta alla presenza nella parte interna del frutto, della capsaicina, un alcaloide presente insieme ad altri quattro elementi di natura molto simile detti “caspaicinoidi”.
Si tratta di un rubefacente, ovvero di una sostanza capace di aumentare il flusso sanguigno. Durante l’ingestione essa interagisce con termorecettori presenti nella bocca, nello stomaco e nell’ano chiamati VR1 e VRL 1, responsabili di segnalare al cervello quando la temperatura supera rispettivamente i 43 e 52 gradi, e li fa scattare come se ci fosse un reale aumento di temperatura nella bocca, e quindi il cervello manda il segnale di “bruciore”. Nonostante la grande versatilità di impieghi, resta il fatto non troppo irrilevante che l’ingestione di modeste dosi di peperoncino riesce a mandare le bocche in fiamme. Esiste peró qualche trucchetto per neutralizzare il bruciore: ad esempio bere un sorso di latte, ingerire zucchero, olio o altri grassi, anche masticare del pane aiuta in quanto rimuove per azione meccanica la capsaicina, mentre la caseina, proteina del latte e del formaggio dove è ancora più concentrata, la lega rendendola inefficace. Al contrario di quanto si creda, bere acqua non aiuta perché la componente irritante non è solubile in questo liquido, mentre lo è nell’alcol.
Una volta passata questa fase acuta segue una sensazione di benessere, dovuta al fatto che il “dolore” provocato dalla caspaicina stimola il cervello a produrre adrenalina ed endorfine, oppiacei naturali che il nostro organismo produce in risposta a stimoli dolorosi regalando una energetica e di piacere. La capsaicina è anche capace di bloccare la produzione di sostanza P, un neuropeptide che trasmette la sensazione di dolore al cervello.
Il peperoncino contiene inoltre nutrienti molto importanti: è ricchissimo di vitamine, in particolare vitamina A, beta carotene, vitamina C e vitamina E, che gli conferiscono un elevato potere antiossidante; contiene sodio e potassio in notevoli quantità ma anche altri sali minerali come calcio, fosforo, ferro, magnesio e selenio.
Il peperoncino fornisce un apporto consistente di steroli vegetali che non vengono sintetizzati spontaneamente dall’organismo e quindi è necessario introdurli attraverso l’alimentazione.
Gli steroli vegetali sono importantissimi per contrastare la formazione e l’accumulo di colesterolo “cattivo” nel sangue, riducendo molto il rischio di malattie cardiovascolari.
Uno studio dell’ Istituto Regionale di Scienze Molecolari di Catanzaro ha dimostrato come i caspaicinoidi presenti nel peperoncino, in particolare la diidrocapsaicina, insieme alla lecitina, presente invece soprattutto nei semi, grazie al loro potere fluidificante e vasodilatatore, ostacolino la formazione e il deposito di colesterolo nel sangue, contrastando così anche l’insorgere dell’arteriosclerosi e proteggendo nel complesso l’intero apparato cardiocircolatorio.
Diversi studi hanno dimostrato che il consumo di peperoncino accelera il metabolismo grazie alla caspaicina che, producendo adrenalina, influenza l’attività della tiroide e quindi del metabolismo, soprattutto intermedio, legato in particolar modo alla digestione. Inoltre la presenza di magnesio favorisce la trasformazione degli zuccheri presenti nel sangue in energia. Su diversi soggetti il metabolismo è arrivato a migliorare addirittura del 20%, influendo così massicciamente sullo stato generale di salute dell’organismo. Ciò non significa che assumere tutti i giorni una buona dose di peperoncino faccia perdere chili, non esiste un alimento “magico” che brucia il grasso superfluo purtroppo e per fortuna, ma nell’ambito di una dieta sana ed equilibrata di certo può dare una spinta in più verso il mantenimento del peso ideale.
Per quanto si dica che crei bruciore di stomaco, e in caso di quantità eccessive può essere vero, in realtà è un ottimo alleato della digestione perché stimola la secrezione di acido cloridrico e favorisce così anche la sazietà . A livello intestinale influisce positivamente sul transito dei cibi e sull’evacuazione, evitando la formazione e la successiva fermentazione di gas intestinale e la stitichezza.
Buone notizie anche in quanto a prevenzione oncologica: vista la capacità riconosciuta al peperoncino di combattere la formazione di radicali liberi grazie alla sua azione antiossidante, diversi studi scientifici gli attribuiscono anche una buona capacità di prevenzione dei tumori. La caspaicina distrugge le cellule cancerogene mediante l’apoptosi, un processo di “morte cellulare programmata”.
A causa della capacità di provocare bruciore, l’ingestione di peperoncino è stata da tempo associata alle emorroidi. In realtà, esplica funzioni antinfiammatorie e antitrombotiche: l’azione terapeutica è dovuta alla vitamina K che è antiemorragica e alla capacità del peperoncino di reclutare piastrine, fibrina e altri materiali di riparazione per chiudere le ferite. Si ottiene così un aumento di sangue nelle zone interessate fino alla cicatrizzazione e, nel giro di poche settimane, si attenuano la congestione e il dolore.
Non finisce qui: il capsicum è anche utile in casi di artrite, in quanto dilata i capillari e fa effetto revulsivo. In tempi antichi veniva applicato un impacco di peperoncini ed alcol sulla parte dolorante, oggi invece sono disponibili delle più comode preparazioni sotto forma di crema con estratto di capsaicina.
In virtù dell’alto contenuto di vitamina C di cui il peperoncino è molto ricco, esso previene e cura le malattie da raffreddamento e il potere antisettico e decongestionante, dovuto principalmente all’azione dei caspaicinoidi, aiuta a combattere e a lenire disturbi come mal di gola, tosse e raucedine.
Tra le tante proprietà del peperoncino ci sarebbe una notevole capacità antistaminica che lo renderebbe quindi un ottimo alleato nella cura di diversi tipi di allergia, sia grazie al potere antinfiammatorio che alla capacità immunostimolante, fondamentale per chi soffre di questa gravosa manifestazione. Infine, nella tradizionale farmacopea orientale, da quella cinese a quella ayurvedica, questo frutto è sempre stato considerato un ottimo aiuto contro la depressione: ha infatti un effetto notevole sul sistema nervoso simpatico e un’azione simil anfetaminica che migliora le condizioni dell’umore e il livello di attenzione.

Alessandra Stella

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