Percorrendo la Francigena…

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CIVITAVECCHIA – Alcuni mesi fa pubblicai alcune mie ricerche storico-culturali e rimasi favorevolmente colpita dalla storia di antichi tracciati viari presenti anche sul nostro territorio. Essi, un tempo, furono percorsi dai Longobardi: la famosa Strada di Montebardone, toponimo presente anche nell’area dei Monti della Tolfa, così come altri toponimi che indicavano la presenza di questa popolazione germanica belligerante. Così come la successiva presenza, in epoca medievale, dei Templari; basti pensare al Campanile di Sant’Egidio o San Giulio sopra le nostre Terme Taurine, che testimoniava la presenza di quell’Ordine religioso e militare che dava rifugio ai Pellegrini che, sbarcati al Porto di Civitavecchia, si dirigevano a Roma in visita della Tomba di San Pietro. Ricerche, quelle suddette, che considero base di dialogo per lo sviluppo economico-turistico del nostro territorio e dell’immediato entroterra. Oltre un anno fa, l’Associazione Culturale “La Civetta di Civitavecchia”, appunto sulla base delle medesime, lanciò una Campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini ed all’Amministrazione Comunale per coinvolgere oltremodo in questa tematica, vista la concreta possibilità per Civitavecchia di entrare a far parte del Circuito Europeo delle Vie Francigene e l’ulteriore possibilità di ricevere, conseguentemente, degli appositi finanziamenti, in concomitanza del Giubileo Straordinario della Misericordia e dell’Anno dei Cammini di Fede. Auspicavamo un confronto con questa Amministrazione, che, di fatto, si è negata. Speriamo che la prossima ne prenda atto e sappia cogliere dalle mie ricerche quello sviluppo, sul piano turistico ed economico, che l’attuale ha volutamente ignorato. Durante i miei studi ho letto molti articoli giornalistici riportanti le dichiarazioni di Amministratori di Comuni, anche più piccoli rispetto al nostro, entusiasti di far parte di questo Circuito. Quindi ho voluto percorrere personalmente un tracciato di oltre 140 chilometri per verificare, in modo pratico e non solo teorico, quanto letto. Nel mese di ottobre, in compagnia di un’amica, Manola Solfanelli, partimmo da Acquapendente per poter arrivare fino a Roma presso la Tomba dell’Apostolo di cui sopra. Munite di propria Credenziale del Pellegrino, documento che attesta la partenza e la destinazione, abbiamo iniziato il percorso ed attraversato alcuni Comuni, quali quelli di San Lorenzo Nuovo, Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Vetralla, Capranica, Sutri, Campagnano di Roma e Roma. Durante questo tragitto ci siamo avventurate in parchi, boschi, centri storici facendo sempre attenzione all’apposita segnaletica bianco-rossa ed alla cartellonistica ivi presente che indica la strada che i pellegrini devono seguire. In quei giorni avventurosi abbiamo incontrato numerosissime persone; anch’esse stavano percorrendo la Francigena, e provenivano da vari Paesi europei. Solo per citarne alcuni: Francia, Germania, Belgio. Siamo entrate presso negozi, bar, ristoranti ed alberghi accreditati nel detto Circuito per ricevere il Timbro del Pellegrino. Esso attesta il passaggio in quella specifica città e deve essere apposto all’interno della Credenziale. In tale occasione, abbiamo incontrato numerosi esercenti a cui ho chiesto se, presso le loro attività, sostassero pellegrini e se fossero di più o di meno rispetto a quando le stesse non facevano parte di tale Circuito. La stragrande maggioranza ha dichiarato: <> Dichiarazioni che fanno ben intendere come sia in crescita il numero di quei turisti, podisti e biker, che scelgono un differente modo di affrontare il viaggio ed un turismo, non solo di tipo religioso, ma anche naturalistico, storico, archeologico, culturale ed altresì enogastronomico. Un’offerta turistica valida che anche noi potremmo offrire, inoltre sulla base di quelle ricerche storiche da me effettuate.

Sara Fresi

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