Bollette pazze, Palazzo del Pincio nella bufera

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CIVITAVECCHIA – Le bollette pazze scatenano le critiche contro Palazzo del Pincio. Per il Partito democratico “le bollette pazze devono essere ritirate”. “Comune e Poste e Tributi – afferma Fabio Angeloni – devono procedere ad una nuova emissione annullando la precedete. Non bastano le scuse dell’assessore Tuoro, una volta riconosciuto l’errore va posto concretamente rimedio. Non deve essere il cittadino a ritrovare la ricevuta per dimostrare di aver pagato con tutti i rischi del caso, visto il tempo trascorso. L’errore qui è evidente e chi lo ha commesso deve correre ai ripari. Non ci si rende nemmeno conto che se non verrà posto concretamente rimedio, se le bollette non verranno riannullate e riemesse, sarà un altro duro colpo per il Comune e la sua credibilità nei confronti dei contribuenti che saranno sempre più spinti a ‘non fidarsi’ dell’Ente.
In una situazione di finanza traballante come questa, con le famiglie costrette a pagare 3000 euro di tasse in più di qui a due anni, la filosofia non può essere quello del pagate poi si vedrà. Si è preferita la strada della macelleria fiscale alla ricerca di alternative. Una, validissima, poteva essere il microcredito per il quale esisteva già un protocollo firmato con l’Ente nazionale per il Microcredito, appunto. Ma questa Giunta è stata incapace di portare avanti quel progetto che avrebbe consentito alle famiglie di pagare tutti i debiti con il Comune in piccole rate da 30-40 euro al mese”.
Dello stesso parere l’esponente di Forza Italia Giancarlo Frascarelli: “Abbiamo voluto prontamente denunciare tale grave errore dopo che miriadi di cittadini ci hanno informato. Cosa dire? Per una amministrazione che vanta lo studio non ci siamo proprio, altresí ribadiamo l’errore sia avvenuto sicuramente dopo aver effettuato tutti quei spostamenti di dipendenti comunali, fatti a nostro avviso senza criterio e quindi ne deduciamo che da li siano scaturiti certi gravi errori, inoltre ci aggiungiamo la inesistente direzione politica che su questa questione si è dimostrata fallimentare… Ora ne consegue la richiesta delle dimissioni della assessora delegata alla ‘cultura delle tasse’ e l’azzeramento della tassa stessa per l’anno 2015 visto il mancato servizio idrico a buona parte della città”.

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