Tarquinia. “Non ripetiamo gli errori, costruiamo un campo democratico”

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TARQUINIA – Il tempo passa e le elezioni comunali si avvicinano sempre più. Da una parte il centro-destra (ormai immedesimatosi di fatto con la Lega), si sta già da mesi organizzando e strutturando. Sul fronte opposto tutto tace, o quasi (e la scarsa affluenza alle recenti primarie regionali ne è una comprova).

In verità, come Moderati e Riformisti, sin dallo scorso mese di settembre lanciammo pubblicamente la necessità di avviare una fase di costruzione di un progetto comune che vedesse coinvolti soggetti politici, associazioni e movimenti civici interessati alla realizzazione di un programma partecipato e condiviso, che ponesse al centro del dibattito non i nomi di questo o di quel candidato sindaco, ma i temi fondamentali e prioritari per la città e per la sua crescita economica, sociale e culturale.

Ora il tempo passa e questa necessità diventa improcrastinabile. Di fronte ad un avanzare sempre più impetuoso, non di una parte politica, ma di una idea di città, che in questi 15 mesi abbiamo potuto toccare con mano, è venuto il momento dell’unità, della forza delle idee, di uomini e di donne che vogliono mettersi in gioco per far camminare quelle idee.

Avevamo già detto, mesi fa, che quel modello di sviluppo al quale guardare non può che essere quello del turismo di qualità, della città d’arte, dei grandi eventi artistici, della valorizzazione dei beni culturali, della valorizzazione delle eccellenze della nostra enogastronomia, del nostro mare, delle Saline, della qualità della vita. Insomma, della Bellezza. Avevamo anche detto che per una volta, forse, c’è bisogno in questa città di essere un pò visionari, per crederci e per sognare.

E’ di tutta evidenza come anche nella nostra realtà locale stia crescendo sempre più un’importante rete di impegno civico organizzata in forma di associazionismo culturale, volontariato, centri di aggregazione sociale e movimenti di partecipazione. Sotto diverse denominazioni, il comun denominatore è quello della cittadinanza attiva, avente al centro dei propri interessi la cura dei beni comuni e l’attivazione della coscienza civile.
Le forze politiche in competizione per le prossime elezioni comunali non possono e non devono sottovalutare questo fermento positivo, non per strumentalizzarlo o per farlo proprio, ma per aprire un dialogo ed un confronto costruttivo con una parte della città che, pur non riconoscendosi più nei partiti tradizionali, non vuole mancare di dare il proprio contributo fattivo all’essere membro di una comunità.

Ecco perchè insistiamo affinchè venga il tempo della responsabilità, il tempo di osare, con coraggio, per accettare la nuova sfida. Apriamo porte e finestre, la gente verrà.
Costruiamo un fronte comune, non contro qualcuno, ma per qualcosa. Mettiamo a disposizione le nostre esperienze, perchè possano essere d’aiuto ai più giovani che vogliono cimentarsi in quella fantastica avventura che è l’impegnarsi per la propria città. Rendiamoli protagonisti del loro futuro, incentivando concrete politiche di partecipazione progettuale anche tramite l’accesso ai fondi europei, troppo spesso poco e male utilizzati.

Costruiamo un “Campo democratico”. Non un nuovo partito, ne’ un movimento o un’associazione, ma un contenitore che sappia raccogliere partiti, movimenti e associazioni, uniti per progettare insieme il futuro di Tarquinia. Apriamo il cantiere delle idee, mettiamoci al lavoro.
Non rinunciamo alla lotta, non abbandoniamo il campo, non lasciamo spazio ai rancori personali. La storia della politica locale è lì a ricordarci le dolorose esperienze delle elezioni comunali del 2002 e del 2017, che ci videro divisi e perdenti.
Non ripetiamo quegli errori. Perderemmo tutti. Perderebbe la città.

 

Giancarlo CapitaniModerati e Riformisti

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