“Salvini non è il benvenuto a Ladispoli, modello di integrazione”

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LADISPOLI – Mercoledì 12 luglio, il leader della Lega nord, Matteo Salvini, verrà a Ladispoli per celebrare la vittoria elettorale della coalizione di destra, della quale fa parte anche la sua lista, alle recenti amministrative.
Non è la prima volta che Salvini si interessa alla nostra città. La prima fu nell’ottobre 2015, quando con una dichiarazione nel programma RAI “Porta a Porta”e post sui social, scatenò volutamente un putiferio, lasciando credere che nelle scuole di Ladispoli venisse insegnata la lingua rumena al posto di quella italiana. La bufala fece il giro di tutti i social e dei media, tanto che un deputato del suo partito invocò una visita degli ispettori del ministero nelle nostre scuole cittadine.
La seconda, quando pochi giorni fa quando parlò di Ladispoli come di un laboratorio politico per la Lega Nord, che nel centro e sud Italia si presenta sotto le insegne di “Noi con Salvini”.
Noi non pensiamo che Matteo Salvini sia benvenuto a Ladispoli e le numerose prese di posizione in merito e gli striscioni apparsi per le strade di Ladispoli, sembrano dimostrarlo.
La sua lista ha ottenuto alle elezioni, l’8,57% dei voti validi di poco più di metà degli aventi diritto, recatisi alle urne, stiamo quindi parlando di meno di 1500 voti su una popolazione di oltre 41000 abitanti.
La nostra città nata fin dalle sue origini da migranti provenienti da ogni parte d’Italia (i primo nuclei di residenti, ricordati anche dalla toponomastica cittadina, venivano dal napoletano, dalla Romagna, e da altre parti della nazione), è sempre stata accogliente nei confronti di chi veniva a stabilire qui la propria residenza, fissa o temporanea. Accolse negli anni ottanta gli ebrei provenienti dall’allora URSS, in transito per gli U.S.A, Canada o Israele, poi numerose famiglie polacche, nigeriane, rumene, indiane, bengalesi, moldovane, curde, senegalesi. Pur tra comprensibili difficoltà iniziali, tutte queste comunità “straniere”, si sono poi, sostanzialmente, integrate completamente nel tessuto cittadino, soprattutto grazie al lavoro delle scuole, dove i bambini e le bambine italiane sono cresciuti fianco a fianco con quelli stranieri. Abbiamo “stranieri” di seconda e addirittura terza generazione, ormai completamente ladispolani. Per i giovani di Ladispoli è assolutamente normale avere amici con origini di un altro paese, con culture e credo religiosi diversi.
Forse è proprio questo che Salvini e la sua formazione politica non sopportano. Ladispoli è la dimostrazione vivente che le paure di stampo razzista, propagandate a piene mani, come lo stravolgimento della cultura indigena o città “invase” da musulmani che mettono le moschee al posto delle chiese, sono solo bufale, che servono a solleticare i più retrogradi sentimenti “di pancia”, al fine di guadagnare voti.
Sappiano Matteo Salvini ed i suoi seguaci che le radici democratiche di Ladispoli, sono ben salde e che le forze della sinistra cittadina, daranno battaglia politica, affinchè non vengano praticate politiche discriminatorie e non vengano fatte saltare la pacifica convivenza e l’integrazione. La multiculturalità è una ricchezza per il nostro territorio e la difenderemo contro razzismi e pregiudizi.

Possibile litorale Roma Nord – Rifondazione Comunista circolo di Ladispoli-Cerveteri – Partito Comunista Italiano, sezione di Ladispoli “Berta Villani”

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