Emma Bonino (+EUROPA) “Liberi dal debito, torniamo a crescere!”

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I NUMERI

132% :  rapporto debito/PIL nel 2016

42,9% del PIL Pressione fiscale in Italia

70 miliardi Spesa per interessi nel 2016 (circa il 10% del totale delle spese)

 

Il debito pubblico è la scimmia sul collo di tutti gli italiani. Soffoca la crescita economica, compromette il futuro di intere generazioni.

Non è colpa dell’euro, è solo il risultato di riforme mancate e di nostre scelte politiche sbagliate, compresa l’illusione che un giorno qualcuno lo ripaghi per nostro conto.

 

Il debito pubblico mette in forse lo stesso futuro dell’Europa.
È la più grande minaccia al nostro benessere. È ora di affrontare questo problema e risolverlo. Si può fare. Ecco come.

Cosa proponiamo in sintesi:
Dal 2016 fino al 2019 sono stati impegnati dal governo per la crescita almeno circa 72mld di euro, 22 per agevolare le assunzioni a tempo indeterminato, 7 mld per incentivare gli investimenti innovativi e la ricerca nelle imprese e oltre 42 di tagli alle tasse alle imprese.

Quasi tutte queste risorse come gli 80 euro, i vari bonus, la 14ma alle pensioni basse sono state fatte in deficit e ben poche risorse sono state trovate grazie alla spendig review che per motivi elettorali è stata messa in soffitta.

La così detta flessibilità “concessa” da Bruxelles non sono soldi regalati dall’Europa, sono invece ulteriore debito a carico dei cittadini e delle nostre imprese.

La nostra proposta in materia fiscale e di bilancio è esattamente l’opposta rispetto a quanto fatto in questi anni. Noi crediamo che prima di impegnare risorse pubbliche sia indispensabile mettere in sicurezza i conti pubblici raggiungendo il prima possibile il pareggio di bilancio per poi operare radicali interventi di tagli delle tasse.

 

Riformare l’IRPEF semplificandola in 3 scaglioni di reddito:
-20% fino al 40 mila euro di reddito (mantenendo la no tax area a 8mld);
-30% fino a 60 mila euro di reddito;
-40% per redditi superiori a 60mila euro.
-Inoltre visto il gap di competitività del sistema paese proponiamo un secco taglio all’IRES portandola al 20%, facendo così dell’Italia il paese G7 con la tassazione sugli utili più bassa.

Con una rimodulazione della tassazione indiretta, l’operazione costerebbe circa 25 mld di euro annui, come finanziarla?
Da nostri calcoli il bacino di risparmi ottenibili mediante un’efficace azione di spending review può arrivare fino a 100 miliardi, tra sussidi alle imprese da parte di Stato centrale e regioni, spesa per personale e acquisiti della PA e agevolazioni fiscali.

 

IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO PARI AL 132% DEL PIL ha conseguenze pesantissime sulle generazioni future poiché una parte considerevole degli introiti non può essere destinata ad investimenti, quindi meno occupazione, quindi povertà e meno libertà in quanto più deboli.

Per risolvere il problema – non c’è altra via – si deve risanare il bilancio: tutti i Paesi che hanno provveduto al risanamento del bilancio sono cresciuti di più.

La vera causa della crescita vertiginosa del debito pubblico è da ascrivere al cinico clientelismo dei politici italiani al governo che hanno fatto crescere la spesa pubblica aumentando le spese clientelari con sprechi assurdi e vergognosi.

Qual è la nostra proposta? Congelare la spesa pubblica per tutta la prossima legislatura eliminando i sussidi più iniqui. In questo modo possiamo permetterci un taglio delle tasse sostanzioso a beneficio della crescita dei consumi e degli investimenti.

Tornare a far crescere l’economia è possibile solo tagliando le tasse: un fisco più leggero a beneficio di lavoratori e imprese e quindi di un Paese più competitivo.

Ma per tagliarle è indispensabile ridurre il debito e quindi la spesa. Diffidare sempre di chi sostiene il contrario con sfacciata disonestà intellettuale per creare consenso