Nunzi: “La situazione si sta facendo critica per gli imprenditori del terziario”

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CIVITAVECCHIA – Da Tullio Nunzi riceviamo e pubblichiamo:

“O si da l’opportunità di lavorare, o si interviene seriamente sui ristori.
Secondo i dati della Cgia vi sono stati ristori per 29 miliardi, cifra importante ma insufficiente per continuare la propria attività .
Le perdite di fatturato nel 2020 sfiorano i 400 miliardi ed almeno la metà attribuibili alle imprese, costrette a chiudere per decreto.
Imprese di piccola dimensione, quel micro capitalismo cellulare che da vita ai centri storici, e che ha circa 2 milioni di dipendenti e che produce un valore aggiunto vicino ai 63 milioni di euro.
Bisogna tenere conto altresì che la valutazione media del valore aggiunto delle imprese del terziario è calata di circa del 16,2 a fronte del,6 % delle altre imprese.
Questi sono i settori su cui bisogna concentrarsi, se non si vuole che si entri in una spirale discendente da cui sarà difficile uscire.
E’ un problema, urgente, di tenuta di un intero sistema imprenditoriale.
A meno che non si pensi di sacrificare alcuni settori, quali pubblici esercizi, imprese turistiche, imprese della cultura, bisogna cambiare passo sui sostegni.
Nel ricoveryplan ad esempio non si prevedono interventi diretti per commercio e turismo.
Bisogna prevedere invece ristori seri, non a ‘puntate’, prestiti a lungo termine, 15 anni, per fare provvista di cassa, pagare stipendi e altro.
Il rischio è che nel momento della ripresa un sistema di imprese rilevante per sviluppo ,occupazione, fondamentale per l’economia cittadina e nazionale scompaia, con conseguenze disastrose su pil, occupazione e sicurezza. Sta avvenendo una ‘pietrificazione’ dell’economia o almeno di una parte, se non diventa più possibile l’attività di impresa”.

Tullio Nunzi