“Non ci sarà più trippa per gatti per nessuno, figuriamoci per le Cinque Stelle”

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CIVITAVECCHIA – Torno a ribadire, qualora mai ce ne fosse stato bisogno, come dopo quattro anni di amministrazione a Cinque Stelle, Civitavecchia, che aveva sperato ed auspicato ad un cambio di passo ed a un taglio con il passato, si ritrova proiettata in una realtà dove il nulla o quasi, la fa da padrone.
Nonostante i proclami sventolati ai quattro venti, non c’e un settore della vita sociale della città, che si possa dire migliorato.
La disoccupazione è aumenta di qualche punto di percentuale rispetto agli anni passati e non c’è luce per il futuro tant’è che ha toccato addirittura posizioni che storicamente hanno da sempre garantito i lavoratori ed a riguardo cito Tirreno Power e Royal Bus.
Nessun intervento è stato messo in cantiere per cercare di creare un minimo di occupazione e quei pochi tentativi fatti sono inesorabilmente falliti o fermi al palo ed a riguardo cito le nuove licenze taxi e NCC.
Sul commercio stendo un velo pietoso dato che mai come in questi anni un numero impressionante di commercianti locali hanno dovuto abbassare le proprie saracinesche per non riaprire più è nonostante ciò quelli rimasti aperti, hanno dovuto sudare sette camicie per uno straccio di autorizzazione per ampliare esternamente gli spazi commercianti frontistanti le proprie attività.
Sul piano difesa dell’ambiente, dopo tante parole spese ed aver affidato il controllo della qualità dell’aria alla Regione ed aver di conseguenza mandato a casa parecchi padri di famiglia addetti ai controlli, l’unico intervento significativo che è stato fatto sul territorio ed addirittura in contrapposizione alla difesa ambientale è stato il forno crematorio che la città non ha mai voluto e che peserà come un macigno sulle generazioni future.
Acque torbide anche sul fronte delle municipalizzate, dove CSP si aspettava come la manna che cade dal cielo, e per il resto ancora si brancola nel buio.
La città è scolorita, spenta e sporca, le periferie ostaggio delle sterpaglie che la fanno da padrone, le strade sono piene di buche pericolose e a nessuno interessa più di tanto della possibilità che le stesse buche diventino assassini silenti soprattutto per chi circola sulle due ruote, le perdite idriche ormai non si contano più perché la rete è stata abbandonata a stessa, tanto a giorni arriva Acea e poco importa oramai se il prezioso liquido si butta in mezzo alla strada.
E pensare che le Cinque Stelle sull’acqua pubblica avevano fatto una dura battaglia che si è conclusa abdicando senza fare un fiato, tanto la coperta del Consiglio di Stato ha messo tutti al caldo.
Manca poco più di un anno alle elezioni amministrative del 2019 e Cozzolino proclama l’anno 2018 come l’anno del risveglio e della rinascita facendo, forse, qualche investimento sulla viabilità con i soldi che Acea gli farà risparmiare e qualche intervento, se farà in tempo, attraverso i finanziamenti di compensazione Enel.
Se qualcuno crede che questo basterà ad imbrogliare di nuovo le coscienze della gente, questa volta si sbaglia, il libro di Pinocchio lo abbiamo tutti letto da piccoli e ripassato nel 2014.
Non vado oltre per non sparare sulla Croce Rossa, ma questa volta non ci sarà più trippa per gatti per nessuno, figuriamoci per le Cinque Stelle.

Mirko Mecozzi – Polo Democratico