“Mobilità nel Porto: perché il Comune non ci consulta?”

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CIVITAVECCHIA – L’Associazione Operatori Turistici Porti di Roma, formata da Tour Operator di Civitavecchia, che da anni hanno messo la propria professionalità al servizio di una gestione trasparente, e che vogliono operare nei parametri della legalità presso il porto di Civitavecchia, è fortemente allarmata dal susseguirsi di notizie che escono sulla stampa e che hanno ad oggetto il settore nel quale opera l’Associazione.
Infatti, poco tempo fa, siamo venuti a conoscenza di una diffida fatta dal Codacons a Città metropolitana, Adr, Adsp del Mar tirreno centro settentrionale, Comuni di Roma Capitale, Civitavecchia, Fiumicino e Ciampino, mirante a non far sottoscrivere ai suddetti Enti e Società, il protocollo d’Intesa che, di fatto, autorizza le migliaia di taxi romani a venire a caricare i croceristi in “soccorso” ai 21 taxi di Civitavecchia. L’associazione evidenziava come non erano state consultate preventivamente le Associazioni di categoria e discussa la questione nelle sedi istituzionali previste, ovvero le Commissioni consultive dei Comuni interessati.
La nostra Associazione, che si avvale di professionisti e mezzi del trasporto pubblico non di linea per perseguire i propri scopi statutari, ovvero la promozione di servizi a disposizione dei turisti, non è mai stata consultata dall’amministrazione cittadina, neppure ora che sembra che la mobilità inerente il porto – e la Città – possa essere stravolta in modo così significativo.
Eppure, da anni paghiamo a Port Mobility diritti per l’area a noi concessa a Largo della Pace, ma, ancor oggi, non possiamo usufruire di adeguate strutture che ci permettano di operare in piena legalità e nel rispetto della normativa vigente.
Infatti, leggiamo ancora sulla stampa, che da un lato sembrerebbe che l’Amministrazione comunale voglia spostare il Welcome Center a Fiumaretta (mentre noi Tour operator stiamo aspettando da mesi la consegna del box per promuovere la nostra attività a Largo della Pace, da parte di Port Mobility e Adsp), e dall’altro, le dichiarazioni della Segretaria Generale dell’Adsp al Messaggero relative al “ritocco” che “alzerà gli standard attuali” a Largo della Pace, ci fanno pensare che i nostri operatori saranno impossibilitati nel prossimo futuro a promuovere i servizi ai turisti.
Il tutto mentre sembrerebbe ormai imminente l’arrivo nella città e nel porto di migliaia di taxi capitolini.
Ci chiediamo come mai le Istituzioni non ritengano opportuno sentire il parere di una realtà territoriale che raggruppa operatori che, volendo lavorare esclusivamente nei termini di legge, mantengono col loro lavoro circa 100 famiglie.

Associazione Operatori Turistici Porti di Roma