Il Palazzo delle Esposizioni ospita la mostra “Pasolini Roma”

 ROMA – Il Palazzo delle Esposizioni dal 15 aprile accoglie “Pasolini Roma”, una mostra nata in collaborazione con le città di Parigi, Barcellona e Berlino e incentrata sul rapporto tra l’autore di Ragazzi di vita e la capitale italiana. Divisa in sette sezioni, l’esposizione racconta le tappe della vita romana di Pasolini: dal suo arrivo alla stazione termini alla sua tragica fine presso l’idroscalo di Ostia. Ma oltre l’aspetto cronologico la mostra va a indagare il trasporto ideologico e affettivo che lo scrittore ha avuto con la città capitolina. Un rapporto di odio e amore, reso evidente dalla mostra tramite documenti, filmati e disegni dello stesso scrittore. Per Paolini Roma è inizialmente quella dei quartieri poveri, gli unici che erano stati risparmiati dalla forza omologalizzante della borghesia. In questa crociata la Roma proletaria diviene la sua bandiera ideologica,  sfondo dei suoi romanzi e di molti dei suoi film. Pasolini, però, si rende conto di quanto esista una Roma estremamente papalina e ipocrita, esattamente come gli studenti sessantottini che insorsero a Valle Giulia: dei borghesucci che se la presero solo con le forze dell’ordine tralasciando chi il potere ce l’aveva davvero.  Dunque il punto di vista dello scrittore bolognese non è mai banale. Le sue numerose interviste rivelano quanto è stato profeta in patria. Una patria che non ha mai amato, ma che ha sempre cercato di “risvegliare” lanciando dei moniti che, ascoltati oggi, fanno rabbrividire per la loro attualità. Ma il suo nervosismo intellettuale non gli ha permesso di essere amato da chi era complice del sistema, ed è per questo che fu ucciso. Dietro il suo delitto, ancora immerso nel mistero, non ci sono solo le mani di un omicida, ma tutto il rancore di chi vedeva in Pasolini una minaccia al proprio bieco conservatorismo. Per questo è stato il capro espiatorio di una società impaurita da chi usciva fuori dal coro e in questo senso Pasolini è stato un campione. Omosessuale dichiarato, non è mai stato refrattario agli scandali e questo si vede anche nelle sue opere, spesso tacciate di immoralità e a causa delle quali Pasolini è stato spesso trascinato in tribunale. Ma tutto quello che ha fatto – come ha detto Moravia in occasione del discorso funebre in onore dell’amico – lo ha fatto per l’arte e questo sarebbe dovuto bastare a graziarlo. Ma, secondo molti, il Novecento è stato un secolo divoratore dei suoi poeti e questa dovrebbe essere una consolazione per un’epoca storica, come quella attuale, in cui i poeti mancano proprio. E allora, fortunatamente ci sono delle belle iniziative come questa mostra che ci ricordano che è esistito qualcuno che ha avuto qualcosa in cui credere e lottare.

Per info:

http://www.palazzoesposizioni.it/categorie/mostra-pasolini-roma.

Dal 15 aprile al 20 luglio 2014.