“Sul dimensionamento scolastico non si può tornare indietro”

baccelliCIVITAVECCHIA – La recente sentenza 147/2012 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il comma 4 dell’art. 19 del decreto legge 98 del 2011 (obbligo di realizzare comprensivi di almeno 1000 alunni), se da un lato riconosce il potere esclusivo delle Regioni in materia di dimensionamento, dall’altra conferma la titolarità dello Stato in materia di gestione delle risorse di organico (diritto di non assegnare il Dirigente Scolastico alle scuole con meno di 500 alunni).
Una sentenza che di fatto riconsegna alle Regioni il diritto di decidere sulla rete delle Istituzioni scolastiche senza subire dallo Stato l’imposizione di modelli e di parametri di consistenza.
Al di là di quanto potrà concretamente accadere per i piani già deliberati dalle Regioni (alcune delle quali, tra quelle che hanno promosso il ricorso, avevano accorpato scuole ben oltre quanto era loro richiesto), di cui è difficile immaginare una radicale revisione nonostante il venir meno della norma da cui hanno preso le mosse, lo scenario che si prefigura è comunque tale da imporre, in ogni caso, un esercizio attento ed equilibrato delle rispettive prerogative da parte dei soggetti istituzionali coinvolti. A tal proposito, non va dimenticato che.
Ora, alla luce della sentenza, quando le norme rese esecutive hanno già prodotto gli effetti sostanziali, appare puro esercizio demagogico rilasciare pareri che potrebbero suscitare negli operatori del settore e nell’utenza false aspettative e terrorismo psicologico (per gli effetti prodotti e il lavoro vanificato degli operatori del settore).
Altrettanto, è inopportuno additare l’operato del precedente governo sui tagli e sulla riforma (che non incidono sulla qualità della scuola ma servono a razionalizzare ed ottimizzare le risorse sempre più scarse) quando, ad oggi, il Governo Monti, sostenuto dalla triplice, ha solo pensato a far cassa con tagli, tasse e balzelli (pensioni, IMU, IVA, ecc.) che hanno impoverito gli italiani, ridotto i consumi, la produzione e i posti di lavoro. I posti che si perdono nel pubblico sono decisamente molto meno di quanti se ne stanno perdendo nelle attività produttive essenziali per la crescita del paese!
Sarebbe controproducente e perverso pensare ad un ritorno indietro rispetto a disposizioni emanate, atti determinati ed operazioni correlate esaurite o in forte stato di avanzamento, soprattutto perché ritengo che il dimensionamento stabilito in questa città non abbia affatto sconvolto e reso irrazionale l’assetto territoriale, strutturale e organizzativo delle Istituzioni Scolastiche.
Pertanto, questo non è il momento di fare polemiche o di paventare ritorni al passato per annullare processi e operazioni che, già dal mese di gennaio hanno prodotto molteplici effetti in un sistema che contiene in sé notevoli aspetti di complessità (formazione classi, organici, mobilità, ecc.).
Nel momento in cui tutte le operazioni propedeutiche all’avvio del nuovo anno scolastiche sono state ormai concluse è necessario pensare ad azioni di governo degli interventi di dimensionamento delle Istituzioni Scolastiche locali.
Per affrontare la problematica in modo efficace dal punto di vista organizzativo e strutturale, anziché polemizzare, è opportuno creare una cabina di regia e un coordinamento tra Istituzioni in dimensionamento ed Enti Locali (comune e provincia) per la concertazione e la riuscita di tutte le operazioni atte ad assicurare un regolare avvio dell’anno scolastico.

Damiria Delmirani – Movimento L’Ancora, Città Nuove