“Storico o vacuo, ma comunque è un primo importante passo”

portoCIVITAVECCHIA – No so come definire l’accordo tra comune ed autorità portuale; se storico o vacuo.
So solo che la accresciuta attività dello scalo può dischiudere importanti prospettive per lo sviluppo economico del territorio ad esso circostante, a patto che siano adottate soluzioni di sistema, in grado di rendere il porto, come vera porta delle economie locali sui mercati globali.
Potrà sembrare anacronistico, ma in mancanza di una vera sincronia tra porto e città, i vantaggi e i servizi offerti dai porti si sono andati diffondendo nel territorio circostante, raggiungendo bacini di utenza spazialmente molto distanti dalle banchine, ma i disagi in termine di carenza di spazio, congestione criticità ambientali sono rimasti localizzati all’interno delle città e dei territori ospitanti.
Il turismo crocieristico che ha portato lavoro e benessere nel porto, non si è ancora tradotto in maggiori opportunità di sviluppo per la nostra economia locale, o almeno soltanto in parte.
Rapporti critici tra il nostro porto e la nostra città possono essere ricondotti ad alcuni confini di delimitazione delle competenze amministrative, all’inadeguatezza dei servizi urbani per gli utenti del porto, alla carenza nelle infrastrutture e nei servizi di trasporto, alla scarsa integrazione con i flussi urbani, all’inquinamento generato dalle attività portuali.
Su alcuni punti ci sono stati interventi anche risolutivi dell’Autorità portuale, ma per recuperare un vero rapporto sinergico tra porto città, ovvero tra porto e territorio economico circostante, la priorità, banale, va individuata nella lotta alla tipologia del “porto di transito”.
Nel documento alcuni punti vanno in questo senso, sviluppo della logistica, ovvero di quelle attività di trattamento manipolazione e finitura della merce trasportata che creano valore aggiunto.
Si comprende pertanto l’importanza strategica della pianificazione integrata del porto,della città e del territorio circostante per la percorribilità di tale soluzione.
A Genova è stata istituita una agenzia “città porto” proprio per coordinare i due livelli di pianificazione e mi sembrerebbe un ottima idea per far dialogare i diversi piani regolatori.
Così come per il crocierismo, si tratta di valorizzare la vocazione storico portuale del porto con la fruizione turistica della città e della marca turistica circostante.
Il porto deve diventare (e in parte già lo è) il primo elemento della catena dell’accoglienza, e lo stesso dovrebbe fare con sequenzialmente la città che ha tutti presupposti e i fondamentali
Per recuperare una vera vocazione turistica.
In questo modo potremmo diventare a tutti gli effetti una città-porto, con una vera sinergia tra le 2 entità, con strumenti di governance comuni, e non una città con il porto, cioè 2 entità con una semplice vicinanza spaziale, come attualmente siamo.
L’accordo è un primo passo, una prima sintesi unitaria, di un percorso comune, tra sviluppo del porto e città.
Ovviamente da rafforzare successivamente con maggiori e concrete sinergie.

Tullio Nunzi – Responsabile Infrastrutture Trasporti Logistica e Mobilità Confcommercio-Imprese per l’Italia