“Sono socialista e non voglio morire democristiano”

casiniCIVITAVECCHIA – Apprendo, dalle fonti della comunicazione istituzionale del Psi, che è in corso un “allineamento” tra il partito socialista e l’Udc di Casini. Il nostro segretario nazionale, Riccardo Nencini, plaude ad una “alleanza tra riformisti che si richiamano al socialismo europeo e i cattolici liberaldemocratici di Pierferdinando Casini.” Mi sfugge, anzitutto, l’esistenza dei “cattolici-liberal-democratici”, chi essi siano e come facciano a servire ben tre padroni diversi contemporaneamente. Quel che vedo in Italia, intorno a Casini, è un mondo cattolico conservatore, legato a stretta mandata alle gerarchie vaticane che, in termini di diritti civili, laicità dello stato e visione dell’economia, è lontano anni luce dalla sensibilità e dalla pratica politica socialista. In secondo luogo mi crea un forte imbarazzo collocarmi nel solco del socialismo europeo e contemporaneamente “abbracciare” la fede cattolica quando, in Europa, la contrapposizione politica tra popolari e socialisti è molto forte. In terzo luogo mi perplime ancor di più il fatto che il nostro segretario voglia “portare a Bruxelles” la proposta; sarebbe, più o meno, come portare un cattolico osservante al gay pride…
Premetto che Riccardo Nencini, come nostro segretario, ha un compito arduo; il partito è piccolo, gracile e non sempre è facile governarlo. Premetto, anche, che finchè sarà il nostro segretario avrà il mio rispetto. Ma questo non può giustificare sempre tutto. Il rispetto per il “capo”, specie quando è pro tempore ed in scadenza di mandato, non può e non deve nuocere al partito, preso nel suo insieme, e al socialismo inteso nella sua globalità. Io credo che l’inciucio con Casini, la famosa “casa dei riformisti” nella versione di Nencini o “patto tra moderati e progressisti”, nella versione del leader cattolico, sia un’unione contro natura. Il “compromesso storico” lasciamolo ad altri. Del resto, in passato, lo abbiamo sempre scansato come la peste. Un motivo ci sarà pur stato.
Credo, inoltre, che quando si ha un partito impegnato senza se e senza ma a sinistra, collocato con orgoglio e con onore in alleanze di centrosinistra, non si possa, con tanta leggerezza, plaudire a questi esperimenti di fanta politica. La proposta di Casini, anche se vede come ipotetico alleato il Pd, nasce in funzione di una differenziazione forte dalle sinistre. Come facciamo noi a propagandarci come partito della rive gauche quando ci prestiamo, addirittura con enfasi fuori luogo, ad esperimenti che vogliono, nei fatti, depotenziare l’idea stessa di sinistra ed il suo fronte ideologico?
Quindi, con il dovuto rispetto per il mio e nostro segretario, rabbrividisco di fronte all’ipotesi di dar man forte a Casini. Con un certo orgoglio sono portatore della tessera del Psi; i valori di libertà e giustizia sociale sono la mia bussola quotidiana, l’appartenenza a sinistra la mia natura e confesso di sentirmi molto a mio agio quando vengo chiamato “compagno”.
Spero di non dover morire, tristemente e per motivi a me poco comprensibili, con cucito addosso l’abito del vile democristiano. Spero che le dichiarazioni del nostro segretario siano state dovute solo al sole di questa torrida estate.

Mario Michele Pascale – Psi