“Solo le fonti alternative generano vera ricchezza e lavoro”

roberta gallettaCIVITAVECCHIA – La questione energetica riveste a Civitavecchia un ruolo prioritario in quanto strettamente connessa con il delicato tema del lavoro e dello sviluppo legata a doppio filo con quello della tutela dell´ambiente, e, dunque, della salute. Il rapporto con l´azienda elettrica, iniziato come panacea dell’economia cittadina all’indomani delle distruzioni della seconda guerra mondiale, condiziona ancora non solo la nostra economia ma le nostre vite. E quelle dei nostri figli.
Per questo è oggi prioritario che le decisioni, come quella relativa alla presenza energetica, che coinvolgono direttamente la qualità della vita dei cittadini, vengano concertate direttamente con la popolazione; vi è forte la necessità di rimodulare l’economia cittadina su nuove opportunità di sviluppo, quello sostenibili che da anni le associazioni ambientaliste e i tanti comitati spontanei di cittadini continuano ad invocare, cercando di costruire insieme alla popolazione soluzioni diverse e alternative a quelle della monocultura energetica.
Bisogna puntare sulle fonti alternative, impegnando il Consiglio Comunale tutto, maggioranza ed opposizione, ad elaborare un documento che tenga conto delle reali esigenze di sviluppo del comprensorio e dei danni ambientali già subiti da anni. E non correre ai ripari quando i danni sono già fatti.
D’altronde non solo l’Italia, ma l’Europa e la comunità Europea sostengono ormai da tempo che solo rivolgendosi alla green economy si possono generare vera ricchezza e veri posti di lavoro.
Un concetto da proporre e realizzare anche a Civitavecchia, in contrapposizione agli sbandierati e mai concretizzati posti di lavoro legati ad irrealizzabili opere faraoniche, come il mostruoso piano che contempla come opera fondamentale la realizzazione del Terminal Asia/Cina, con relativo porticciolo per mega imbarcazioni, proprio davanti allo specchio acqueo della Frasca, in barba ai molti vincoli di tutela ambientale da tempo apposti.
Credo inoltre che il no all´uso del Cdr nella centrale Enel di Civitavecchia, già espresso dal Consiglio Comunale a garanzia della salute dei cittadini provati da decenni di servitù energetiche, debba essere riconfermato per evitare di far passare ancora una volta sulla pelle e sulla testa dei civitavecchiesi decisioni nazionali come quella relativa al mantenimento in esercizio della quarta sezione della centrale di Torre Valdaliga Sud e ad una sua riconversione a biomasse.
Come è necessario ribadire la contrarietà alla discarica ad Allumiere ed opporsi con forza alla sciagurata ipotesi di trasformare la zona militare di Santa Lucia, il centro chimico, nel nuovo contenitore dei rifiuti di Roma per divenire poi il serbatoio per alimentare Tvs.
Una soluzione inaccettabile, al quale la città deve opporsi con forza e determinazione in una grande battaglia di civiltà e legalità, insieme a tutte le forze politiche e a tutta la popolazione. Solo restando insieme si può salvare il nostro territorio, evitando dolorose contrapposizioni come accaduto con la vicenda della conversione della centrale Enel a carbone. Sarebbe un´ulteriore offesa alla salute e all´intelligenza della popolazione civitavecchiese già provata nella salute e nella perdita di affetti in anni di servitù energetiche e di vessazioni ambientali non più sopportabili.

Roberta Galletta – Direttivo Partito Democratico Circolo di Civitavecchia