“Si vuole imporre una visione del concepimento e della vita chiaramente confessionale”

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CIVITAVECCHIA – Una rapida riflessione sulla sepoltura dei feti.
Debbo confessare di avere avuto all’inizio qualche elemento fuorviante.
Ma le dichiarazioni rilasciate dal rappresentante di Difendere la vita con Maria mi sembra abbiamo contribuito sufficientemente a fare chiarezza.
Quindi se i feti non vengono richiesti è l’associazione a pensare all’inumazione.
Questa la sostanza.
Debbo confessare che non avevo capito. O meglio: avevo capito male. Pensavo che l’associazione inumasse i feti al di sotto del terzo mese di gravidanza a chi ne facesse richiesta. E in molti avevamo capito così e a qualcuno sembrava anche esagerata la reazione di tante donne.
In realtà erano queste tante donne ad aver capito.
Il problema è capovolto: se la donna non chiede la inumazione è l’associazione che provvede d’ufficio.
A voler dire: tu donna sciagurata abbandoni tuo figlio e noi pietosamente lo andiamo a seppellire nel cimitero, come un essere umano.
Trovo tutto questo surreale.
Si vuole imporre a tutti una visione del concepimento e della vita chiaramente confessionale (e lo scrivo con grande rispetto, che vorrei però fosse reciproco), che non è né potrebbe essere nello spirito della legge di uno stato laico.
E si consegna a una associazione fortemente ideologizzata (e anche qui ne parlo con rispetto chiedendo la reciprocità) sempre ostile alla legge 194, un segmento della gestione della stessa legge.
Questo il punto che più mi colpisce a prescindere dalle discussioni sulle normative e sulla loro applicazione.
Non mi interessano le crociate né le visioni integraliste da qualunque parte provengano.
Ma questo non può funzionare e una riflessione attenta sulle gravi conseguenze, in particolare sulle donne, di questo provvedimento, si impone.

Fabrizio Barbaranelli

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