“Servono davvero nuove tasse?”

CIVITAVECCHIA – Leggendo dai giornali le ipotesi di manovra economica del comune di Civitavecchia, sorgono spontanei alcuni dubbi.
Al di della consapevolezza delle oggettive e tragiche difficoltà economiche in cui si ritrova il comune di Civitavecchia,e al di là del fatto della necessità obbligata di potenziare welfare e assistenza, destano perplessità le modalità di reperire nuove entrate attraverso nuove tasse: una di direzione e l’altra di soggiorno.
Applicando pertanto ulteriori tasse a trasporto su gomma e imprese turistiche.
In periodi come questi, con una tassazione nazionale che sfiora il 54%, forse sarebbe stato meglio intervenire sulle spese; tagliando attività improduttive e carrozzoni assai costosi. E’ comune sentire che in questo paese il livello di tassazione ha ormai raggiunto limiti inusitati (con servizi assai scadenti in particolare a Civitavecchia), mettendo allo stremo ed in rovina migliaia di imprese.
I due interventi previsti dall’amministrazione comunale ,vanno a penalizzare settori come il turismo, alberghi ed altro, già penalizzati con esborsi iperbolici dell’Imu.
Faccio presente che l’imposta di soggiorno è una tassa sui consumatori, le cui modalità di applicazione sono assai difficile da spiegare agli stranieri. Non è presente nei paesi europei, esclusa la Catalogna, ed in Francia, dove però ricordo che l’iva sugli alberghi è pari al 7%,contro il 10 % dell’Italia. E’ comunque una tassa sbagliata e va a vessare un settore, che a detta di tutti rappresenta il volano dell’economia della nostra città.
Altrettanto poco chiara la tassa di direzione; ricordo che nei settori del trasporto e della logistica, ci sono stati cali nei traffici che hanno superato il 20%, che siamo tornati ai fatturati del 2004, che alcuni dati non aggiornati, nell’autotrasporto, il numero delle imprese totali iscritte all’albo, è diminuito del 20%.
Una situazione in termini economici finanziari non incoraggiante.
Spero in modifiche e ripensamenti, o almeno in vincoli chiari e precisi, consapevole dell’attenzione che questa amministrazione riserva al turismo, che si implementa con interventi strutturali e non con trenini, mercatini o cocomerate.
Perché se queste tasse dovessero essere di scopo e andare a finanziare servizi per i settori strategici, come trasporti e turismo, la cosa sarebbe meno grave.
Se invece dovessero andare a salvare carrozzoni pubblici, devastati dall’invasione della politica, con manager incapaci, significherebbe una scarsa attenzione ad aziende private ancora vitali (ma non so per quanto ancora), che lottano contro una crisi decennale.

Tullio Nunzi