CIVITAVECCHIA – Di ritorno da un viaggio di lavoro rispondo ad alcune cortesi ed educate riflessioni che Sinistra e Libertà mi ha rivolto, relativamente alla necessità che la politica faccia passi indietro nei cda di società partecipate.
Non sono un “pasdaran” né del pubblico né del privato, ma la prima riflessione che pongo agli amici di Sel,è che tutte le varie società pubbliche, del comune, che il sindaco recentemente ha definito “cessi”, o sono veri carrozzoni clientelari, o non brillano sicuramente per bilanci positivi, né per qualità dei servizi offerti; ovviamente pur essendo pubblici. Ne deriva che non mi sono mai piaciuti eroi, o manager all’amatriciana; certo è che Civitavecchia ha capacità, e giovani competenti, che molto spesso prendono la via del trasferimento, visto che in questa città si privilegiano vicinanze politiche a merito e competenze.
La politica fa le scelte e questo è indiscutibile; saranno gli elettori a giudicare. Ma in organismi tecnici, la politica deve solo rispettare il criterio del merito, delle competenze e della professionalità; perché se così non fosse ci troveremo a combattere aree residuali di un vecchio sistema che da spazio più alla conta delle clientele e delle mediazioni che sulla celta di uomini validi.
Questo a Civitavecchia non è mai avvenuto (se non rarissime eccezioni); non per niente la disaffezione della gente, del popolo dalla politica è data dal sentimento comune di una classe politica, intesa come casta omologata ed autoreferenziale.
Scelte “cencelliane” determinano scarsa qualità dei servizi, bilanci in rosso, i cui danni ricadono su cittadini ed imprese.
Per quanto riguarda il cortese invito ad intervenire nel dibattito in questa città, lo faccio fin troppo spesso, ma altrettanto inascoltato, perché credo molto in quelle “minoranze attive” di cittadini che pongono problemi; accetto ogni invito alla discussione pacata, così come l’invito presso la sede di Sel. Non ho problemi, come semplice cittadino che vive a Civitavecchia a confrontarmi con tutti, su temi come commercio, turismo e terziario, e su una categoria come quella dei commercianti che tanto dà alla città in prodotto e in occupazione, ma presente solo nei programmi elettorali dei partiti, Sel compresa, e che poi scompare dalle loro attenzioni a scapito di settori bolliti o residuali
Tullio Nunzi – Dirigente Confcommercio nazionale






