“Scalfaro dimenticato dal Comune”

comuneCIVITAVECCHIA – Appresa con grande commozione la notizia della scomparsa del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro avvenuta ieri mattina, credevo, passando davanti alla casa comunale a piazzale del Pincio, che il Comune di Civitavecchia avesse provveduto ad abbassare, in segno di lutto, la bandiera del gonfalone di Civitavecchia che campeggia fiero tra la bandiera tricolore della nostra Italia e quella della Comunità europea sul balcone del primo cittadino.
Questo perché proprio la carica di Sindaco impone doverosi comportamenti verso chi ha lasciato un segno indelebile nella nostra Civitavecchia, ovvero di chi, come Oscar Luigi Scalfaro l’8 marzo del 1999 ha conferito, seppur tardivamente, la medaglia d’oro al valor civile alla nostra città per il grande sacrificio di vite umane che Civitavecchia ha pagato in seguito ai bombardamenti del 1943-44.
La bandiera a mezz’asta sarebbe dovuta essere esposta però non solo per il riconoscimento  della medaglia d’oro ma soprattutto perché Scalfaro ricevette nel 2000, proprio in seguito al suo impegno per la nostra città, la cittadinanza onoraria di Civitavecchia, città che ha molto amato e frequentato fin quando le sue condizioni fisiche sono state tali da permettere di venire per anni a Civitavecchia il sabato  mattina ad assistere alla messa nella bellissima chiesa del Ghetto, chiesa tanto cara ai civitavecchiesi.
Sarebbe bastato al primo cittadino girare e alzare la testa ogni volta che si riunisce il Consiglio Comunale all’Aula Pucci e leggere cosa è inciso sulla lapide affissa ormai da oltre un decennio per ricordarsi di fare un gesto tanto semplice quanto carico di significato.
Ma chi non ha legami profondi con la nostra città e non nutre sentimenti positivi verso la nostra collettività, non può certamente capire l’importanza  di questi piccoli, grandi, gesti.

Roberta Galletta