“Quella furia che non risparmiò nessuno”

bombardamentoCIVITAVECCHIA – E’ maggio, nell’aria un profumo di rose, nel cuore dei civitavecchiesi uno struggente ricordo, quello del 14 maggio 1943, l’inizio della distruzione della città, quasi rasa al suolo dalle Fortezze volanti americane. Le loro ali “meridiane di morte” come le definisce S. Quasimodo, oscurarono il sole di quella bella giornata primaverile: niente sarà come prima. Quella furia, non risparmiò nessuno: i bambini che giocavano, i vecchi al sole, le madri che avevano finito di spicciare casa, i padri che erano al lavoro, i
giovani soldati, che stavano per imbarcarsi per la Sardegna ed intorno tante belle ragazze dai capelli neri che li salutavano.
Per venti minuti la città fu sottoposta al massacro: erano circa le15,20 e tutto scomparve sotto una coltre di polvere..La gente inerme, sbalordita cercò un rifugio, sotto qualsiasi cosa, un tavolo, uno scantinato, un chiavicotto, una buca nella terra,ma spesso vi trovò la morte. Poi la fuga verso le campagne e nella notte l’eco di voci che si ricorrevano angosciate nella ricerca degli assenti…….
Per questo tutti gli anni impresse nella memoria, come in una pellicola di un film, ritornano quelle terribili immagini, e molti vorrebbero fermarle un attimo prima, per avere la possibilità di dare ai loro cari il tempo di salvarsi. Ogni anno, è doveroso ricordare insieme questo evento, per stare vicine alle famiglie colpite in un momento di umana consolazione e per far capire meglio ai giovani la loro città.

Maria Grazia Verzani – Società Storica Civitavecchiese