“Primarie vere o di facciata?”

primarieCIVITAVECCHIA – La coalizione di centrosinistra si appresta ad affrontare le primarie con le  cento perplessità espresse candidamente dai protagonisti, molti dei quali sentono odore di fregatura ma hanno difficoltà ad individuarla e soprattutto  ad esternarla per non essere tacciati di remare contro ed essere definiti  “moscheriniani”. E all’insegna del non fidarsi sono partite le proposte di  affidare ai carabinieri al custodia nella notte delle urne, dubbi se farle  durare 1 o 2 giorni per evitare inciuci verificatisi in altre città,
schedature si e schedature no, sospetti di voti pilotati, partiti e candidati a briglia sciolta con repliche, controrepliche e marce indietro, regolamenti comportamentali contestati, commissioni ad hoc su questioni che dovrebbero essere nel dna di ognuno e non inventate negli ultimi mesi, poi l’esuberanza di risorse e uomini di uno dei candidati, partenze in pompa magna con luci e spazi, e tanto ancora. Inoltre sono indecifrabili i programmi dei partiti e dei singoli, ancora sconosciuti ma apparentemente distantissimi fra loro e che sollevano il perenne dubbio sulla nascita dell’uovo e della gallina ma che si sviluppano nel senso contrario alla logica che dovrebbe vedere coalizzarsi persone intorno ad una idea. Faccio un esempio da dimostrazione talmente inverosimile che va data per assurdo: se vincesse Petrelli o Bonomi o Guerrini è mai credibile che gli altri due possano adattarsi? E dal lato opposto, è credibile che i tre più Luciani
possano accettare ciò che è il modus tideiano documentato da decenni sul territorio e sempre palesemente contestato dentro e fuori il PD? E’ vero che i tempi cambiano e quindi anche la politica, ma ci sono filmati e testi che accertano l’avversità di Luciani verso Tidei accusandolo delle stesse cose che gli altri rivolgono a Moscherini. E Petrelli metterà nel cassetto il suo essere paladino su urbanistica e ambiente? Ed il suo essere profondamente cattolico? Ed è più vicino Guerrini da Bonomi di quanto lo sia da Campidonico, Vinaccia e Roscioni? E Luciani, anche se il suo partito ha la parola “ecologia”, non è complementare e per lui vitale ciò che è l’azione concertata di Moscherini e Monti sul porto? Io credo che alcuni dei protagonisti siano rassegnati ed altri inconsapevoli di una strada già tracciata e che porterà a conflittualità insanabili, giunta Saladini docet, proprio perché le idee e la storia dei 5 candidati sono distanti e che non può neanche impernarsi su quella che un tempo veniva definita “diversità etica della sinistra”. La storia e l’attualità parla. La diversità etica è fra le persone e la linea di confine è talmente sottile che, escludendo i sognatori che rimangono prigionieri di se stessi e che in questo caso stanno sottovalutando l’insieme, per gli altri sono tattiche ed interessi di squadra se non addirittura di clan. Immetto l’ultimo elemento fondamentale
ed è quello del chiedermi se questa complessità di divergenze possa conciliarsi con le tempistiche, le esigenze e l’operatività di società, enti privati e pubblici, operatori economici, imprenditori presenti e futuri per il tanto declamato sviluppo della città oppure possa tradursi in un ritardo, forse di anni, come è già capitato con le terme, ex Italcementi, il porto ed il porto storico in particolare con fermi e cambi di marcia continui.

Antonio Manunta