“Piano Benigni: va davvero tutto bene?”

quartacciaSANTA MARINELLA – In questi giorni il dibattito sulla situazione politica, nella nostra città, ha avuto una “escalation”, in parte a causa degli argomenti trattati ma anche per la veemenza messa in campo.
All’interno dello scontro politico emergono, secondo me, alcuni temi che sicuramente dovrebbero interessare i cittadini e la qualità della loro vita sociale ed economica.
E’ indubbio che la crisi che ha investito il nostro Paese abbia pesantemente limitato l’agire degli Amministratori Locali, i quali, attraverso una politica di tagli lineari, rilevatasi fallimentare, si sono trovati a gestire situazioni fino a ieri inimmaginabili.
Proprio partendo da questa schematica analisi, dobbiamo esigere che la qualità e la selezione degli atti amministrativi debbano incidere sulle scelte che le amministrazioni sono portate a fare.
Dobbiamo avere il coraggio di pretendere che alcune decisioni non siano prese sull’ondata emotiva dell’emergenza, non possiamo giustificare “tutto” perché c’è la crisi.
Le tragedie cui siamo assistendo in questi giorni in una delle parti più belle del nostro Paese, “le cinque terre”, ci dovrebbero far riflettere tutti.
I mezzi di informazione, sia di destra che di sinistra, ci raccontano e ci fanno vedere lo scempio che è stato fatto in quel territorio, ci riportano anche l’accorato appello degli abitanti di quelle zone a cambiare approccio e strategia in relazione alla cosiddetta “cementificazione”, questi accadimenti e questi appelli dovrebbero far ripensare anche quelle persone che, o per natura, o per interessi, hanno idee più pragmatiche ed audaci.
Difatti, il “Piano Integrato Benigni” è deliberato con tutti i dubbi della fattispecie, cementificazione avanzata, nessuna certezza di urbanizzazione, allerta preoccupante sul sistema idrogeologico e in questi tempi di crisi, un introito economico.
Di fronte a questo quadro di riferimento, i cittadini interessati, e non solo, hanno fatto sentire il proprio dissenso e si sono organizzati con la costituzione di un “Comitato”.
Questa partecipazione dovrebbe essere salutata come un segnale positivo per la democrazia della nostra città, invece viene percepita, in certi ambienti politici, come un gruppo di facinorosi pilotati, soltanto capaci di “disturbare” il Consiglio Comunale.
Se fossi nei panni dei sostenitori del “Popolo delle Libertà”, invece, mi farei alcune domande tipo:
Perché a difesa del “Piano Integrato Benigni” sono scesi in campo il costruttore interessato ed il proprietario del terreno su cui dovrebbe nascere l’insediamento?
Perché ancora non è chiaro dove saranno convogliate le acque e perché, nel progetto, non c’è il via libera da parte di Acea?
Gli insediamenti abitativi saranno costruiti per soddisfare le esigenze delle famiglie in cerca di una prima casa abitativa, per la speranza di giovani coppie, per un uso semplicemente turistico, per realizzare un quartiere dormitorio o semplicemente per realizzare una speculazione edilizia?
Pertanto, ci andrei molto cauto ad affermare che tutto va bene, che chi solleva dubbi o critiche, non è legittimato perché non è all’altezza del Sindaco e di tutta la sua giunta.
Siamo ancora in un Paese libero, anzi esprimere le proprie opinioni, delle volte, è anche un aiuto a non commettere errori, come stava succedendo con la scellerata delibera di vendere degli immobili comunali.

Aldo Carletti

PS: a proposito di buchi, non potendo valutare chi ne ha fatti di più tra la vecchia e la nuova amministrazione, poiché ritornato da poco a S. Marinella, segnalo che in via IV Novembre e in via Lazio (dove risiede il noto ponte con altra denominazione) sono talmente evidenti e pericolosi che potrebbero far veramente male ad ignari cittadini.
Se l’Amministrazione cominciasse almeno a “tappare” quelli sarebbe un buon inizio.