“Perché è importante il Museo di scienze naturali ed ambientali a Ladispoli”

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LADISPOLI – Lettera in Redazione di Valentino Valentini:

A seguito di reiterate proposte per la realizzazione di un Museo di Scienze Naturali e Ambientali rivolte al Comune di Ladispoli (ma potremmo chiamarlo anche ‘Casa della Natura’ o altro, qualora il termine ‘museo’ evocasse ‘cose vecchie e polverose’…), attualmente abbiamo avuto conferma che lo stesso Ente Comune esaminerà tale progetto con la dovuta attenzione.
Dobbiamo subito dire che con la dura lezione del Coronavirus, è entrato in crisi anche un modello culturale che dobbiamo a tutti i costi tentare d’integrare, riconsiderando seriamente come facciamo ‘business’ con la biosfera A mezzo dell’attività di un Museo di Scienze Naturali ed Ambientali abbiamo il dovere di dare forza e ragione ad una conoscenza che deve avere la virtuosa pretesa di rifondare la convivenza umana in senso ecologista, la relazione uomo- natura, assumendoci la piena responsabilità nei confronti dell’Ecosistema, la ‘casa comune’ che chiede a gran voce di essere ascoltata, rispettata e tutelata. Considerando finalmente l’Uomo come parte della Natura. Il ‘Museo di Scienze Naturali’ è un’istituzione permanente al servizio della società e del suo sviluppo (oggi meglio definito a livello europeo come ‘sviluppo sostenibile’), è aperto al pubblico e ha funzioni di ricerca, conservazione e valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali che acquisisce, conserva e soprattutto espone ai fini di studio, educazione e diletto, e serve ad integrare la scuola e la famiglia nell’orientare i ragazzi verso scelte di vita consapevoli e sostenibili. A dispetto di quanto sopra, nel nostro Paese la situazione dei musei naturalistici è tutt’altro che rosea: il dottor Franco Andreone, Conservatore del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino scrive che in Italia ‘i musei naturalistici costituiscono la cenerentola del mondo museale italiano, tanto che ciascuno fa storia a sé, chi dipende dall’ Università, chi dalla Regione o dal Comune, chi addirittura dalla beneficenza, quasi tutti dalla politica che sostanzialmente se ne disinteressa, col risultato che ciascuno fa quel che crede o che può…cioè poco o niente…’, mentre il prof. Francesco Pennacchio, Ordinario di Entomologia e Presidente della S.E.I. (Soc. Entomologica Italiana), afferma che ‘da sempre le regioni centro meridionali del nostro Paese sono purtroppo tragicamente prive di musei e strutture di tipo naturalistico ove svolgere, soprattutto a favore dei ragazzi, quella fondamentale attività divulgativa di avvicinamento alla Natura che potrebbe spingerli, una volta adulti, a non ripetere gli errori commessi contro i beni ambientali dalle generazioni che li hanno preceduti’.
A tali autorevoli voci si aggiunge anche l’amico prof. Franco Tassi, noto Ecologo e Presidente del Centro Parchi Internazionale in Roma, in uno al prof. Marco Valle, Presidente della Società Italiana di Scienze Naturali nonché Direttore del Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo, per i quali ‘la realizzazione di presidi culturali permanenti, muniti anche di adeguati laboratori didattici, potrebbe portare enormi benefici per il territorio e per l’ambiente, stimolando la popolazione e facendola crescere nella conoscenza di quei processi e quelle condizioni generali dell’ambiente che rendano possibile la vita di tutti gli organismi (uomo in primis…’). Rappresentando anche ‘un’ottima meta per le visite scolastiche (con tanto di ingresso-biglietteria e posti di lavoro per giovani laureati e diplomati nelle discipline di pertinenza), e una rilevante attrattiva per quell’ecoturismo, oggi in pieno sviluppo che, com’è noto, costituisce uno dei segmenti basilari del turismo ‘verde’ nel nostro Paese”.

Il direttore dott. Valentino Valentini