“Ora speriamo che nasca qualcosa di buono per la vita che ci attende fuori”

carcere via TarquiniaCIVITAVECCHIA – Lettera dei detenuti della Casa di reclusione di via Tarquinia sul corso “Le piante per la vita”, promosso dalla Uisp, la cui cerimonia di chiusura si è svolta nella giornata di oggi, martedì 24 luglio 2012.

“Quando ci siamo segnati a questo corso, ci siamo andati un po’ dubbiosi: le pale, i picconi, zappare la terra così bassa e dura, un po’ ci spaventava ma soprattutto ci spaventava la fatica. Poi man mano che passavano i giorni ci siamo sempre più appassionati, perche ogni cosa che facevamo per noi era una nuova scoperta. Anche dal modo in cui i nostri professori ‘Pino e Fabiola’ ci spiegavano le cose, ci hanno coinvolto in un mondo che fino ad oggi non ci apparteneva. La maggior parte di noi ha sempre pensato che basta mettere un seme nella terra per far nascere un qualcosa; su per giù è così, ma prima di metterlo giù quel seme c’è un lavoro da fare che solo chi la coltiva per davvero può saperlo, e i tanti sacrifici che ci vogliono. Quindi oggi grazie a loro anche noi possiamo in parte sapere il lavoro che c’è da fare, e i tanti accorgimenti che ci vogliono per far si che nasca un buon raccolto. Con questo corso anche noi come la terra siamo stati zappati, seminati e annaffiati, ora speriamo che nasca qualcosa di buono da mettere in pratica anche nella vita al di fuori di queste mura. Perché con i loro racconti e la loro persona ci hanno fatto capire molto, essere umili, il rispetto delle cose e soprattutto provare un sentimento anche solo per una pianta. Ora possiamo dire che il volersi iscrivere a questo corso per noi è stata una bella esperienza che ci ha fatto capire tanto. Quindi grazie di tutto”.