Nunzi: “Il terziario deve partecipare alle decisioni di sviluppo della città”

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CIVITAVECCHIA – Lettera in Redazione di Tullio Nunzi:

“Il primo incontro con l’Amministrazione ha evidenziato una serie di problemi congiunturali: dehors, decoro, trasporto.
Ovvio che in un momento tragico, difficile, devastante, per il terziario, si pensi ai problemi che permettano la sopravvivenza delle imprese, a rischio fallimento, in situazioni di disagio economico, di cui tutti spero siano consapevoli.
Credo però che sia altrettanto necessario chiedere all’Amministrazione, uno straccio di idea, una speranza di progetto, di quello che dovrà o si pensa potrà essere questa città.
Civitavecchia è una città ibrida: con un porto importante, ma mai diventata città porto, con una prevalenza di imprenditoria terziaria, ma mai stata una città turistica. La caratterizzazione principale è quella di uno città, che ha sposato uno sviluppo energetico monotematico: possiamo anche dirlo una città il cui sviluppo, nel bene e nel male, è stato deciso da Enel.
Credo che sia necessario chiedere all’Amministrazione quale impostazione, quale scelte avviare per i prossimi anni.
Il terziario, che in questa città ha un ruolo determinante, in particolare nei servizi, deve partecipare alle decisioni dello sviluppo.
Personalmente, ma non rappresento nessuno, proporrei uno sviluppo turistico; riportare a vocazione turistica un territorio che ne ha tutte le potenzialità e i fondamenti.
Creare un sistema turistico territoriale, che comprenda mare, naturalismo, patrimonio Unesco, crocerismo, termalismo.
Facendo attenzione ai segmenti turistici.
Se vogliamo limitarci alle semplice gestione delle crociere è un conto, se vogliamo pensare ad un vero sistema turistico territoriale, con una ipotesi di sviluppo sostenibile, con un coinvolgimento di un territorio, si tratta di tutt’altro. Ovvio che nel secondo caso l’ipotesi di una centrale a gas e del “bosco delle ciminiere” sarebbe completamente incompatibile.
Alcune organizzazioni si sono espresse, esplicitamente, vedi Confindustria, così come alcune forze politiche, vedi Onda popolare.
Credo che il comparto del terziario, e le sue ormai unitarie rappresentanze, in quanto determinanti per la creazione del pil di questa città, e per il contributo occupazionale, debbano esprimersi nel progetto di futuro; nella consapevolezza che nel 2021, la competizione economica sarà rilevante, in particolare tra territori e territori. Le imprese del terziario, spesso emarginate, debbono ipotizzare un proprio progetto di sviluppo, chiedere una vera città porto, che permetta un rapporto concreto con i milioni di turisti che sbarcano, un territorio libero da servitù; perché il turismo è territorio e dentro il territorio si sviluppano i vari segmenti turistici; pertanto va salvaguardato.
Il tutto, alla luce di una situazione tragica per alcuni comparti di un settore che, fino all’anno passato, era predominante nell’economia della città; e che oggi ha bisogno assoluto di essere rilanciato”.

Tullio Nunzi