Nunzi: “I commercianti devono pensare a una strategia di medio termine”

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CIVITAVECCHIA – Lettera in Redazione di Tullio Nunzi:

“È di circa 500 milioni il fondo indennizzi a cui potranno accedere le attività commerciali delle città d arte colpite dal calo dei turisti stranieri.
Penalizzate in gran parte le città del sud dai criteri adottati del mibact. Ad esempio Verbania in termini di presenze assolute è al di sotto della capitale, mentre in termini percentuali è sopra Roma.
Restano fuori città come Messina che comprende Taormina.
Civitavecchia non può essere sicuramente, né lontanamente paragonata alle città d’arte, oltretutto escluse.
Però ha fatto cosa egregia il Ministero dei trasporti, prendendo atto che Civitavecchia è il primo porto crocieristico italiano e conseguentemente avviando finanziamenti consistenti, visto l’impatto pesantissimo su tutto il sistema Portuale e crocieristico.Occorre però tenere conto di due aspetti.
Il primo è che il sistema crocieristico ha un suo indotto privato (trasporti, servizi), che ovviamente è alla canna del gas.
Il secondo è che in questa città oltre al porto, l’elemento primario che partecipa alla creazione del pil cittadino è il terziario; il quale da dati di qualche anno fa, incamerava dalle crociere circa 80 milioni di Euro.
Ovviamente questi 4/5 mesi hanno visto un calo notevole, attualmente non quantificabili in termini percentuali, ma con danni economici e chiusure nel settore dei servizi e del terziario.
Forse dobbiamo prendere atto che imprese portuali e sindacati, sono molto più efficaci sotto il profilo ‘lobbistico’, nei confronti della politica.
Mentre i commercianti e le organizzazioni che li rappresentano, si limitano a richieste di fermate del bus o a limitare la nascita di ulteriori attività.
Certo è che in una situazione disastrata, ulteriori 80 milioni in meno, consumi in rosso e la probabile chiusura di numerose aziende, delineano un contesto ancor più devastato.
Per superare un momento come questo in una città che per altri mesi scarseggerà in croceristi, si dovrà puntare su interventi quali la fiscalità di vantaggio, perché non si può vivere solo di cassa integrazione né di misure tampone.
Forse le varie organizzazioni dei commercianti, che si sono opposte all’outlet, che hanno recuperato il centro storico, dovranno cominciare a pensare ad una strategia di medio termine; il terziario ed i servizi in questa città, sono primi per numero di aziende e partecipazione al pil. Si deve pretendere maggiore attenzione”.

Tullio Nunzi