“Non votiamo i magistrati in servizio”

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CIVITAVECCHIA – Spett/le Redazione,
per chi non l’avesse letta, è di qualche settimana fa la denuncia di Ugo Genesio, presidente aggiunto onorario delle Corte Suprema di Cassazione, che, dalle pagine del “Corriere della Sera”, lanciava l’allarme sulla “inopportunità delle candidature di magistrati ad elezioni politiche o amministrative, specie negli ambiti territoriali di esercizio della loro funzione giurisdizionale “.
Ricordava ancora come “anche l’Associazione Nazionale Magistrati….. ha espresso il proprio avviso nettamente contrario, ritenendo dei tutto inopportuna e pregiudizievole per l’immagine di una magistratura indipendente e politicamente neutra candidature di magistrati in servizio, in quanto suscettibile di alimentare sospetti e sfiducia sulla loro indipendenza di giudizio sul passato svolgimento della loro funzione”.
Per non dire di certe “furbate” (il termine è mio) di certe toghe che, per non rischiare più di tanto, (prosegue Ugo Genesio): “si avvalgono del diritto di aspettativa “per motivi personali”, perciò senza dimettersi dall’ordine giudiziario”, oggettivamente (continuo io) riservandosi così la via di fuga, in caso di insuccesso, per rientrare in servizio come se nulla fosse accaduto!
Fin qui Ugo Genesio. Ma ancor più perplessi e preoccupati credo dovremmo essere noi comuni cittadini in cui, e specie in questo periodo di più nutrito assalto di magistrati ai seggi parlamentari, siamo sempre più assaliti da inquietudini sull’affidabilità di indipendenza e terzietà di un eventuale, qualunque giudice cui disgraziatamente ci si ritrovasse “rinviati a giudizio” .
Potremmo chiudere con l’allerta che lanciava già Pietro Calamandrei in sede di Assemblea Costituente: “quando per la porta della magistratura entra la politica, la giustizia esce dalla finestra”, ma penso che a fronte di un interessato silenzio della politica e dei politici cui fa comodo avere certe “influenze” , noi cittadini, cui preme invece il contrario, possiamo nel nostro piccolo fare qualcosa: non votiamo i magistrati in servizio!

Gennaro Goglia