CIVITAVECCHIA – Apprendiamo dagli organi di informazione di talune prese di posizione dai toni trionfalistici sulla “salvezza” dei lavoratori della Rsa Calamatta.Non riteniamo ci sia nulla da festeggiare. Come Rete dei Cittadini eravamo presenti all’ultima riunione svoltasi in Comune con il Sindaco Moscherini ed a cui ha partecipato sia la dirigenza Asl e sia i sindacati. Eravamo consapevoli da tempo e siamo lieti che finalmente la Asl lo abbia dichiarato che la struttura non è più luogo dove parcheggiare i pazienti, quindi una Rsa ma un centro adibito alla riabilitazione. Noi ci permettiamo di ricordare che lo era già da tempo e al suo interno erano, e sono tuttora ospitati pazienti psichiatrici gravi. Le domande che ci poniamo sono: ma non c’era bisogno già da allora di personale altamente specializzato secondo le normative vigenti? E perchè soltanto ora? Perchè la trasformazione la devono pagare i lavoratori sulla propria pelle? I contenuti dell’accordo sottoscritto parlano chiaro: le condizioni salariali per i lavoratori sono peggiori di prima. Quindi, parlare di “salvezza” miracolosa a seguito dell’accordo riteniamo che sia quanto meno azzardato. Al centro della riflessione crediamo che vi debba essere sempre e comunque il lavoratore, il mantenimento del suo posto di lavoro, i suoi diritti acquisiti e le sue necessità. La Melanie Klein, società subentrante nella gestione del Calamatta, ha proposto secondo noi pur sempre dei contratti peggiorativi, con meno ore lavorative, decurtazione degli stipendi e con conseguente perdita dei vantaggi precedentemente acquisiti in tanti anni di attività di assistenza agli ospiti della struttura. Crediamo fortemente che i pazienti del Calamatta abbiano diritto al massimo grado di assistenza e la Asl, a cui chiediamo come forza politica una collaborazione fattiva per riprendere il dialogo e risolvere la situazione, anche in qualità di responsabile della direzione tecnica della struttura, riteniamo debba riflettere sulle conseguenze terapeutiche che il cambio di regime nella guida del Calamatta comporterà sui pazienti. Dal punto di vista occupazionale, i sindacati avranno il dovere di non dichiarare chiusa una partita che, alla luce dei fatti, penalizza i 35 lavoratori del Calamatta. Se così fosse, sarebbe soltanto una sonora sconfitta per chi, nel corso della storia, dovrebbe dimostrare di avere il lavoro ed il benessere dei lavoratori al centro del proprio agire. Dunque, il tavolo annunciato dal Sindaco Moscherini dovrà tenersi auspicando la partecipazione non solo dell’Asl, che è parte integrante dell’accordo dello scorso 10 agosto, ma anche dei sindacati e dell’impresa aggiudicataria. Il lavoro è un diritto. Farlo diventare un optional sarebbe contro la storia, i lavoratori e la civiltà.
Pino Antonucci – Rete dei Cittadini






