“L’Italia che non ci piace”

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Caro direttore,

noi destrorsi veramente liberisti, assolutamente allergici alle becere derive populistiche dei cosiddetti moderati nostrani, ci associamo alla sua derisione dell’esultanza istantaneamente gelata dalla lettura della sentenza della Cassazione sul processo Mediaset; non possiamo altresì non compiangere la fanatica adulazione del popolo dei “Silvio, ti amiamo”, “Meno male che Silvio c’è” e compagnia cantante.

Ciò premesso, non amiamo neppure, per la reputazione del nostro Paese, aberrazioni quali le dabbenaggini di certi magistrati che, “allettati” dalle attenzioni dei quotidiani, cadendo forse nel trappolone della “confidenzialità” delle dichiarazioni rese ad un giornalista avvedutamente armato di registratore, contribuiscono a rafforzare l’immagine di un’Italia come Paese del quarto mondo: come può un Presidente della sezione feriale della Cassazione commentare, se non anticipare le motivazioni della sentenza, all’indomani del dispositivo?

Viva lo stile del Prof. Mario Monti e del grandissimo principe del foro Prof. Avv. Franco Coppi!