“L’inquinamento del territorio non è colpa di Tvn”

CIVITAVECCHIA – E’ sempre positivo essere sensibili alle condizioni ambientali, cosa che molti politici fanno anche giustamente, ma a noi sembra che ultimamente ci sia una gara a dare delle informazioni abbastanza allarmanti a una cittadinanza che non conosce il sistema produttivo di una centrale elettrica. Ribadiamo ancora una volta che l’impianto di T.V.Nord è fornito già di un monitoraggio H 24 che ne controlla tutte le fasi di esercizio, se c’è stata una anomalia di gestione o un blocco (che sono possibili e che sono cose normali in una centrale elettrica) è sufficiente effettuare verifiche sui tabulati di gestione di esercizio della nottata incriminata, senza creare panico e allarmismo sulla popolazione. Il personale preposto alla gestione di esercizio dell’ impianto non è fatto di lavoratrici e lavoratori senza scrupoli con la missione di contravvenire le leggi nella notte sui cittadini inermi che riposano, ma è gente altamente professionale che di giorno e di notte lavora per produrre e garantire un servizio vitale per tutti noi e soprattutto vive nel comprensorio. Dopo oltre trenta anni di funzionamento senza incidenti rilevanti, crediamo sia pretestuoso e forviante continuare a perseverare su questa linea. Invece vorremmo chiedere ed interrogare se i politici cosi attenti, sono a conoscenza della situazione energetica del nostro comprensorio, la centrale di Montalto di Castro ferma a riserva fredda con poche probabilità di essere avviata con decine di esuberi, visto l’alto costo del kilowatt prodotto a gas. (Non sarà il caso di incominciare a pensare ad un impianto di rigassificazione all’argo della centrale di Montalto?). Oleodotto per Montalto in via di dismissione, Torre petrolifera con attività ridotta alle sole benzine, TVS senza futuro certo con rischio non più tanto remoto di chiusura con riflessi sui livelli occupazionali drammatici per Civitavecchia. Chiediamo quindi alla classe politica, sempre attenta alle nuvolaggine della centrale e del porto, se hanno un piano B su questi temi e quale piano industriale hanno per il nostro comprensorio, chiediamo alla classe politica e specialmente al politico pescatore di rientro al porto se sa, per caso, che fine abbia fatto e a che punto è il mega progetto tanto sbandierato per la sperimentazione dell’idrogeno nelle energie alternative finanziato con milioni di euro dalla Regione Lazio e sancito con una lettera ad intenti nel maggio 2006 tra Comune di Civitavecchia, Regione e Autorità Portuale.
Il progetto Polo dell’Idrogeno dell’Lazio inaugurato il 1 dicembre 2008, prospettava moltissimi posti di lavoro e che addirittura con l’energia ricavata i bus locali sarebbero stati alimentati ad idrogeno. Ecco magari, nella prossima riunione della Commissione ambiente oltre che parlare di Porto e Centrale si potrebbe discutere anche di questo bellissimo progetto e a che punto è arrivato.
Continuare a martellare come un maglio l’unica azienda produttiva che nonostante la crisi mantiene e aumenta i livelli occupazionali sia ENEL che dell’ indotto, non rende onore che merita a chi ha la responsabilità politica di guidare i cittadini in un futuro di benessere e prosperità, cadendo nella solita demagogia, senza dare risposte alle tante criticità che viviamo sul nostro comprensorio, dalla sanità, ai rifiuti, alle carenze idriche, all’area metropolitana.

Vincenzo Gari – Segreteria Regionale Cisal- FederEnergia