CIVITAVECCHIA – I fatti di “Mafia capitale”, con i loro risvolti penali, monopolizzano le cronache per il coinvolgimento della politica, ma si possono trovare a mio avviso dei tratti comuni tra quanto accade a Roma e quanto accade nella nostra città, o in altre parti d’Italia: città in stato di abbandono, scarsa attenzione alla pulizia, degrado urbano, mancanza da parte di tutti per il civile interesse collettivo.
Roma dimostra, come dice Sabino Cassese, segnali di una corruzione ormai di rete tra enti pubblici, fondazioni, consorzi, cooperative, e di come si realizza lo sfruttamento sistematico di risorse pubbliche da parte di privati.
E di come altresì non vi sia più una netta doverosa obbligata distinzione tra amministrazione e politica, burocrazia e partiti.
Gran parte di questi problemi si ripetono a Civitavecchia: partecipate gonfiate da clientele, scarsa efficienza dei servizi, burocrazia da disperazione.
Certo non vi sono state evoluzioni penali, ma lo strapotere della politica e le interferenze con la gestione amministrativa negli ultimi anni hanno caratterizzato la nostra vita politica e amministrativa, e sarebbe sufficiente vedere gran parte delle scelte fatte a livello dirigenziale e di consigli di partecipate e enti per capire come la stragrande maggioranza sia stata scelta non per meriti o capacità, ma per vicinanza, appartenenza e fedeltà al potente/politico di turno; molto spesso questi mestieranti manager fasulli, sottobosco politico di scarsa professionalità, non fanno come dovrebbero gli interessi delle aziende o dei cittadini, bensì quelli del loro referente politico; con le conseguenze tragiche da un punto di vista economico e lavorativo per tutti: aziende cittadini e lavoratori.
La politica, quella vera, riassuma il compito a cui è preposta, abbia un sussulto di responsabilità.
Faccia un patto, un accordo di valenza storica, una delibera approvata da tutti i partiti, e affidi esclusivamente per competenze e meriti, compiti determinanti per lo sviluppo della città.
Con questo recupererà credibilità (il tasso di votanti alle regionali è assai preoccupante), darà speranze a giovani e non sul fatto che l’ascensore sociale funziona per tutti, e troverà al proprio fianco le imprese, che di professionalità e capacità vivono.
Oggi non bisogna più pensare al mantenimento di questo o quel partito, ma la sopravvivenza della affidabilità di una classe dirigente in città.
Qualità della vita e tasso di vivibilità sono scesi in città sia per turisti che per i cittadini e si rende ormai necessario, per tutti abbandonare antiquati interessi politici di bottega
Tullio Nunzi







