“La follia della violenza”

attentato brindisiCIVITAVECCHIA – Le immagini di Brindisi corrono nei telegiornali, riempiono le pagine della stampa ma soprattutto sconvolgono le nostre coscienze, ci lasciano sbigottiti di fronte a uno scenario che neanche le menti più perverse potevano ipotizzare.
Scene che non avremmo mai voluto vedere, che producono dolore misto a rabbia, incredulità. Ma che allo stesso tempo aprono una riflessione in ognuno di noi. Menti perverse che potrebbero essere ovunque, episodi che potrebbero succedere a 1000, 100 o 10 km da casa nostra, ci portano a vivere questo dramma ancor più da vicino.
Melissa è vita, è profumo di primavera, è l’irruzione dell’entusiasmo di una 16enne, è ancora assonnata, aspetta di entrare in classe, magari con la paura di un’interrogazione per cui non è preparata, magari con la speranza di incontrare un compagno di classe che sa farla emozionare, oppure la sua immaginazione correva già verso le prossime vacanze estive, magari già sentiva l’odore del mare, il suono delle onde che si spingono verso di lei, il sole che assiste a come cambia meravigliosamente il colore della sua pelle per effetto dei suoi raggi.
Invece Melissa alle 7 e 45 abbandona i propri sogni, le proprie ambizioni, la propria realtà per mano di qualche mente criminale, ci lascia proprio davanti alla sua scuola, di fronte agli occhi spauriti dei suoi compagni, Melissa non rientrerà più ne a casa ne in classe.
Melissa è nostra figlia, è nostra sorella, è vittima di una società che non conosce regole, che non conosce ritegno, che non conosce pietà.
Melissa è viva nei nostri cuori, nei nostri ricordi ma oggi non è più tra noi.
Ci lascia solo un appello, un allarme, un’imprecazione che ognuno di noi ritrova nel suo dolore e che grida di fermare ogni forma di violenza.

Giuseppe Zito