“Italiani calmatevi, non siete tutti poliziotti”

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CIVITAVECCHIA – Sono preoccupato. Non dal virus, ma da un atteggiamento che serpeggia tra gli italiani. Spesso vedo, sui social, gente che se la prende con chi “ha visto in macchina” o “correva” o era per la strada o “faceva la spesa e ci metteva troppo”. Rispettare le regole è giusto, lo è principalmente per la nostra salute. Ma non vorrei che dal “dagli all’untore cinese” si passasse al “dagli a quello per la strada”. Anche perché l’attività fisica, come il fare la spesa, o il raggiungere un medico, sono cose consentite proprio dalle regole emanate del Presidente del Consiglio dei Ministri. Transitare per la strada è, in sé, ancora legale. Non siamo al coprifuoco né alla legge marziale. Inoltre uno può stare in macchina, anche in compagnia, per mille motivi, che vanno dal servizio svolto con la propria auto al rientro dal lavoro non procrastinabile, all’andare in ospedale dove magari c’è un congiunto malato: faccende, ripeto, perfettamente legali. Uno corre o passeggia in solitudine anche perché disperato. Pensate voi, ad esempio, alle tante coppie in crisi costrette ad una convivenza forzata h24. Se restare in casa somiglia agli arresti domiciliari, stare a casa con una persona che si odia e che ti ricambia l’odio somiglia al 41 bis. Molti di voi sanno di cosa sto parlando. Poi una domanda: com’è che fate a vedere la gente in macchina, a contarla, un altro po’ a dire anche quanti peli avevano sulla barba? Eravate in strada anche voi? Sicuramente il vostro motivo sarà stato legittimo, ma perché, automaticamente, quello degli altri no? Rammento agli italiani che postulare sulla legittimità dei motivi per cui uno non è dentro casa spetta SOLO ED UNICAMENTE alle forze dell’ordine, che pure devono esplicare questa funzione tenendo conto delle leggi, oltre che del buonsenso. Un atteggiamento inutilmente inquisitorio ed iperlegalista rende nervosi tutti. Già siamo agitati di nostro, non aggiungiamo tensioni. Quindi se vedete comportamenti oggettivamente e realmente pericolosi chiamate le forze dell’ordine. Altrimenti restate umani e non alimentate l’odio sociale contro chi neanche conoscete, non sapete chi è o cosa fa. “Restare umani” vuol dire anche comprendere le motivazioni degli altri. Non condannarli in assenza di processo.

Mario Michele Pascale