“Impensabile per Civitavecchia staccarsi da Roma”

porto cittàCIVITAVECCHIA – Stupiscono le opinioni che si leggono e si ascoltano sull’opzione che riguarda il futuro istituzionale di Civitavecchia.Area metropolitana con Roma o provincia dell’Etruria con Viterbo, Rieti e Terni?
Per esprimere un’opinione ben supportata, occorrerebbero elementi di conoscenza, anche amministrativa, in grado di far capire con chiarezza la convenienza per Civitavecchia di una o l’altra scelta. I pro ed i contro in un caso o nell’altro.
Particolarmente lasciano interdetti le opinioni favorevoli all’unione con Viterbo perché non appaiono giustificate da considerazioni di carattere sociale, civile, culturale o anche storiche. Ma semplicemente da una specie di negazione di principio ad accomunarsi con Roma.
Mentre, è proprio con la capitale che ruotano gli interessi di questo territorio.
Il porto nuovo, considerato unanimemente volano economico della città, è stato costruito grazie alla sua vicinanza con Roma e con i primi fondi importanti stanziati dal Governo centrale e dalla Regione, in occasione del Giubileo del 2000.
Il traffico passeggeri in entrata ed in uscita è svolto quasi tutto con Roma e per Roma.
La ricerca di aumentare il traffico merci avviene soprattutto pensando a quanto si produce e si consuma a Roma e nel suo hinterland.
Anche l’imprenditoria locale cerca sfogo e commesse verso Roma piuttosto che verso Viterbo o Rieti.
Si può quasi dire che ancora non esistono neppure collegamenti viari e ferroviari per queste due città.
Il pendolarismo tanto sofferto ed eppure tanto necessario, troverà miglioramenti con l’Area Metropolitana o con una provincia staccata da Roma?
Nelle considerazioni a favore di Viterbo c’è il timore che Roma farebbe da asso pigliatutto scordando le sue periferie.
Sarebbe preferibile raccogliere succose briciole di un lauto banchetto piuttosto che gli avanzi di una cena povera e frugale. In ogni caso, starà alla capacità di rappresentanza del territorio ed alla valenza di essere già una porta di accesso importante alla città eterna, il saper raccogliere interessi ed investimenti convenienti all’economia ed al lavoro civitavecchiese.
Certo, va garantita la rappresentanza democratica elettiva di chi, nel nuovo assetto, rappresenterà il territorio e che non può essere affidata neppure temporalmente a chi è stato eletto unicamente sindaco di Roma.
Se poi vale anche la storia di Civitavecchia dalla sua fondazione romanica a porto dei Papi la scelta diventa inevitabile.

Giorgio Davoli