CIVITAVECCHIA – Lettera aperta al Segretario della federazione del Psi di Roma, Atlantide Di Tommaso, da parte dell’esponente Psi di Civitavecchia Mario Michele Pascale.
“Caro Atlantide,
come ben saprai le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Roma sono dietro l’angolo. E’ innegabile l’importanza del voto nella capitale che, da solo, oltre a governare una delle città più popolose d’Europa, ha un impatto immediato su di una estesa area metropolitana che, seppur suddivisa in municipalità indipendenti da un punto di vista amministrativo, risentono immediatamente dell’impatto delle decisioni che vengono prese nella città eterna.
Iniziano a scendere in campo i candidati alla carica di sindaco di Roma. Fin qui da un lato abbiamo Nicola Zingaretti, presidente della provincia e dall’altro Sandro Medici, presidente del municipio X.
Nicola Zingaretti è un veltroniano. Non vogliamo tediarti rammentandoti i trascorsi di Veltroni con il socialismo, trascorsi tristissimi. Zingaretti è l’esponente di una Roma radical chic, continuatrice della “politica del tappeto rosso”, ossessionata dal ruolo e dalla grandeur della città eterna. Messe così appaiono cose positive; il rovescio della medaglia è il disinteresse, condito da una buona dose di gesuitismo, con cui questa parte del PD guarda alle periferie e ai cittadini; abbandonati, dimenticati, superflui rispetto alle “cose più importanti” e agli equilibri da garantire tra politica, affari e la cosiddetta “società civile”. Eppure le periferie, ma aggiungiamo noi, anche l’area metropolitana, sono il cuore di Roma. Sono gli uomini e le donne che ogni giorno lavorano, producono ricchezza, che abbisognano di attenzione e di servizi. Di fronte a questo “le cose più importanti” e la grandezza radical chic della capitale possono attendere. Nicola Zingaretti è organico a questa parte “altolocata e perbene” di Roma e, con essa, alle necessità interne del solo Partito Democratico. Dietro Zingaretti c’è Veltroni, dietro Veltroni la pretesa egemonica ed autosufficiente derivante da una lettura perversa ed intellettualmente dubbia del buon vecchio Gramsci.
Accanto a questo va registrato il fatto che Zingaretti diventerebbe il punto terminale di una linea di continuità sulla gestione dell’urbanistica e delle esternalizzazioni, che inizia con Rutelli e passa per Veltroni e Bettini, una continuità fatta di intrecci particolari e mattoni che sono del tutto incompatibili con la nostra etica.
Dall’altro lato abbiamo Sandro Medici, già giornalista e direttore del manifesto, presidente di uno dei municipi più popolati di Roma, in cui la politica di prossimità (non quella del tappeto rosso) è chiamata ogni giorno a fare scelte difficili, operando su di un tessuto sociale contraddittorio ma vivo e pulsante. Medici non ha “cose più importanti”, ma ogni giorno ha a che fare con gli uomini e con le donne della periferia romana, che chiedono diritti, servizi, presenza da parte delle istituzioni. Ogni giorno un presidente di municipio sbatte la testa contro la scarsità delle risorse economiche e contro il disinteresse del Campidoglio. Lavorare come fa Zingaretti “col soldo in bocca” è facile; l’amministratore vero, però, si riconosce nella scarsità dei bilanci e nella sua capacità di reperire risorse quando queste non ci sono.
Accanto a Zingaretti si stanno stringendo le nomenklature, nonché i fedelissimi assessori della provincia di Roma, che tanto gli devono. Le forze sane della sinistra restano guardinghe, lontane da questo coacervo di interessi.
Accanto a Medici, invece, si riunisce la parte migliore della sinistra, le istanze più critiche di PD, SEL e dei movimenti. Gente pulita che non deve garantirsi posizioni politiche o prebende.
Ci farebbe molto piacere, quindi, che tu, che sei stato sempre, con orgoglio e determinazione, in prima fila nella lotta contro Gianni Alemanno, ti impegnassi affinché nel partito romano, sentite anche e soprattutto le realtà che fanno parte dell’area metropolitana, anch’esse chiamate in causa dal rinnovo del consiglio comunale di Roma, si aprisse un dibattito sul nome del candidato che il PSI andrebbe a sostenere.
Ti chiediamo, inoltre, che la discussione sia svincolata da problematiche nazionali e che possa portare a prendere decisioni da Roma, per Roma, senza intromissioni tese a garantire equilibri che, con la nostra situazione, non c’entrano affatto e che anzi rischierebbero di danneggiarci gravemente.
Una discussione libera ed una decisione onesta e franca, così come sono i socialisti.
In attesa di un tuo pronunciamento ti salutiamo fraternamente, tuoi,
Mario Michele Pascale, esecutivo sez. di Civitavecchia
Desiree Cocchi, membro dell’assemblea nazionale
Ferdinando Pastore, vice segretario della federazione di Roma, membro dell’assemblea nazionale
Manuel Santoro, esecutivo sez. Guidonia-Tivoli






