“Il futuro assetto di Civitavecchia non è questione riservata a pochi”

Franco BorielloCIVITAVECCHIA – Il dibattito sulla scelta del futuro assetto istituzionale di Civitavecchia coinvolge singoli esponenti di partiti e movimenti e la mobilitazione del popolo di Facebook per la indizione di un referendum, mentre la “Politica ufficiale”s embra assente e non interessata alla discussione, determinando così una caduta di partecipazione dei cittadini non coinvolti e non stimolati al dibattito.
L’assenza dalla scena pubblica della Politica determina una discussione tutta tra esponenti, o interna ai vari gruppi dirigenti dei partiti che non crea, o determina invece, momenti di conoscenza, discussione sui pro e i contro della adesione/ non adesione alla istituenda area metropolitana di Roma, necessari alla assunzione della decisione.
La carenza della Politica nel non organizzare seminari, dibattiti pubblici, confronti tra le diverse posizioni o attivi di partito aperti, o quant’altro di possibile momento di analisi e discussione collettiva, determinerà alla fine che chi dovrà decidere (il Consiglio Comunale?) lo farà secondo i soli propri umori e pensieri, non conoscendo i veri pensieri e posizioni dei cittadini che dovrebbero invece rappresentare.
Penso che ogni cittadino abbia il diritto di poter conoscere nel merito cosa significhi “Area Metropolitana”, cosa comporta aderirvi, quali prerogative oggi dell’attuale Comune verrebbero meno, e se si, gestite e praticate da chi, o se invece altre verrebbero aggiunte. Ciò senza fumosità o enfasi per convogliarne il consenso, ma come dovere e obbligo di chi li rappresenta, cioè i partiti direttamente e attraverso le istituzioni di cui fanno parte, prima di ogni e qualsivoglia scelta nel loro nome o per loro conto.
Aderire o non aderire ad una nuova dimensione istituzionale non è una cosa “riservata o prerogativa di pochi”, al contrario è un momento che coinvolge l’intera comunità per il presente e per il futuro e democrazia vorrebbe che sia la comunità a scegliere.
Ritornando a prima, quindi per scegliere bisogna conoscere sapere, ed allora sarebbe opportuno che chi deve lo faccia senza indugi, organizzando quei momenti collettivi necessari alla creazione della posizione della comunità per non limitare, o impedire, il diritto dei cittadini alla reale partecipazione e alle scelte.
Personalmente ritengo che aderire all’Area metropolitana di Roma significhi per la nostra città la definitiva cancellazione della nostra identità storica sociale, culturale, politica, oltre che naturalmente far gestire ad altri quel poco che ancora abbiamo da utilizzare e gestire per l’economia della nostra città e con i riflessi negativi sul territorio, che come noi vedrebbe di molto ridotte le potenzialità decisionali e gestionali per lo sviluppo. Quindi una possibilità positiva la intravedo, invece, nell’aderire alla provincia di Viterbo o partecipare alla costituzione della “provincia dell’Etruria” sperando che anche altri comuni limitrofi, nel loro interesse, facciano altrettanto.
La Legge per la determinazione, individuazione e creazione delle Aree metropolitane risale al 1990, dopo lo slancio iniziale la creazione di tali macro aree (le stesse che si vogliono creare oggi) rallentò sino a fermarsi sino ai giorni attuali. Perché?
Ecco, sarebbe bello che anche i miei concittadini potessero porsi i miei stessi dubbi e che qualche esperto, nel merito ce li chiarisse, togliesse o confermasse, così come mi piacerebbe sentire pubblicamente cosa ne pensano loro non solo i soliti addetti ai lavori.
Dopo si che si potrebbe decidere.

Franco Boriello