CIVITAVECCHIA – Il Consigliere comunale più silenzioso della storia di Civitavecchia, Luigi Di Marco, ha aperto bocca a fine legislatura(miracolo!!). Nella comunità politica locale la sorpresa è stata grande e le segreterie sono andate in fibrillazione. Insomma erano tutti curiosi (maggioranza e opposizione) di ascoltare la viva voce dell’uomo che ha passato quattro anni in un angoletto dell’Aula Pucci senza mai dire una parola.
La delusione è stata grande: si è capito subito che Di Marco era in play-back. Altri parlavano al posto suo e lui si è limitato a muovere la bocca, anzi, la mano, per firmare articoli contro l’unico deputato espresso dal nostro territorio. Ci si poteva aspettare dal fido Di Marco un linguaggio consono al suo ruolo istituzionale? Macché.
Abituato ad alzare la mano a comando in Consiglio comunale eccolo parlare (miracolo!!) su incitazione del suo capo. Ha parlato contro il deputato e famiglia lanciando calunnie per le quali probabilmente si beccherà una denuncia. Insomma, da parte di Di Marco nessun confronto politico serio sul termalismo, una delle poche occasioni che ha Civitavecchia per curare la piaga della disoccupazione.
Ma il problema non è Di Marco e gli ossicini che rosicchia grazie alla delega sull’Enel. Il problema è il suo capo (straniero in Civitavecchia, tra le altre cose neanche domiciliato), che a pochi mesi dalle elezioni sente la terra franargli sotto i piedi e preda della paura cerca la rissa per interposta persona ricorrendo alla provocazione, alla menzogne. agli insulti.
Tutti sanno che il capo ha ridotto al silenzio il Consiglio comunale, un tempo l’agorà di Civitavecchia, il luogo principe del dibattito politico. E Di Marco, fedele a chi gli garantisce la sopravvivenza materiale, ha sempre taciuto. Ha ubbidito per anni mantenendo la consegna del silenzio. Ha ubbidito l’altro giorno derogando per la prima volta alla regola di non dire mai una parola. In tutti i casi la sua ombra resterà nella memoria di Civitavecchia per il nullismo che l’ha contraddistinta. Nulla è stato il suo contributo nel corso di questa amministrazione comunale. Meno di nulla sarà nella prossima, anche perché non ci sarà più il suo capo.
Enrico Leopardo – Presidente Nuova Officina






