“Favole e Movida”

movidaCIVITAVECCHIA – Sento la necessità di intervenire in relazione alle critiche espresse all’ordinanza comunale relativa alla regolamentazione della movida, sulla stampa civitavecchiese.
Si tratta di una delibera che non riflette soltanto un adeguamento alla legalità e alle regole adottate dalla stragrande maggioranza di situazioni analoghe dove l’afflusso serale deve convivere con aree densamente popolate. Si tratta anche di una decisione in linea con le richieste espresse dai cittadini sia in un sondaggio effettuato da Pirgo.org e pubblicato nel 2008, sia da quanto emerso nell’assemblea pubblica tenuta durante l’ultima campagna elettorale, dove si sono discusse le soluzioni virtuose e decreti già applicati a Rimini, Roma e Grosseto. Peccato per chi non ha partecipato, perché la questione della fruizione serale di aree urbane è complessa e interessa nei mesi estivi e da anni ormai, moltissimi comuni italiani; al riguardo esiste una vasta letteratura di riferimento e chi ne vuole discutere credo che farebbe bene ad avere maggiori cognizioni che quelle che possono venire dall’essere un assiduo frequentatore. Credo sopra tutto che vadano sfatate alcune favole. Non è vero, per quanto riguarda il Pirgo, che i nuovi regolamenti creino un danno economico. Chi lo dice non legge i giornali e non ha problemi economici: non sa che c’è una contrazione dei consumi nazionali intorno al 30% e non ho ragione di credere che a Civitavecchia vada meglio della media. Chi lo dice non sa inoltre che alcuni negozianti, in molte occasioni, anche durante il recente incontro elettorale con l’ex Sindaco, hanno avuto modo di lamentarsi del fatto che lo scorso anno, in coincidenza con una movida prolungata, senza limiti di impatto acustico e frequentata da moltissimi giovani, i loro profitti si sono contratti sensibilmente. Le ragioni sono semplici: la presenza di giovanissimi di basso reddito, con bottiglie di super alcolici comprate al discount; una conseguente presenza incontrollata di ubriachi che hanno dato puntualmente luogo a danneggiamenti, bottiglie rotte e numerosissime violenze. Questa situazione ha spinto gli stessi negozianti a denunciare la situazione come inaccettabile. Un’altra ragione, conseguente anche questa, è stata la progressiva rinuncia di molti a venire: famiglie, coppie, utenti giovani spaventati dalle risse e utenti meno giovani che, non per questo, hanno meno diritti a passare una serata al fresco fino a tardi, come da tradizione estiva. I commercianti hanno capito che sono questi gli utenti spesso più disposti a spendere, che esigono però un contesto piacevolezza e sicurezza. Le sere d’estate sono per tutti, e non solo per chi si vuole sballare fino a tardi. Chi si preoccupa dei commercianti si adoperi per contribuire a quei progetti che contribuiscono ad estendere l’alta stagione a tutto l’anno, assicurando occupazione e qualità del servizio. Quelli che preferiscono la discoteca, per il momento possono accedere all’offerta dei locali tradizionali della città che non incombendo su aree densamente abitate possono tenere un volume sonoro adeguato. Per il futuro, il Sindaco ha già messo in programma una struttura che offrirà questo servizio, no c’è ragione di dubitarne, arriverà perché è un servizio per i giovani, ma con tutto il rispetto per chi va in discoteca, credo che al momento la città abbia ben altre priorità ed emergenze di cui sarebbe bene si occupasse anche la minoranza.

Angelo Fanton