CIVITAVECCHIA – Le cose più semplici alle volte possono sembrare le più complesse.
Quando si è piccoli e ci si trova a scuola la maestra ci chiede di scrivere un tema per presentarci e noi giù a scrivere tutto quello che ci passa per la mente. Con gli anni le cose cambiano un po’, sviluppiamo una certa riservatezza o dei tapù (non è un errore ma utilizzo il termine originario che deriva dalla lingua filippina) parlare di noi a chi ci legge specie se sono molti i lettori.
Un giornalista, in teoria, non dovrebbe avere queste reticenze anzi dovrebbe essere vanesio e presenzialista, ma credetemi quando si tratta di se stessi si è sempre schivi.
Al giornalismo mi ci avvicinai per motivi familiari, mio cugino Maurizio, lo era da parecchio tempo e in parte ha ispirato il mio cammino. Indubbiamente su altri fronti, potremmo dire ideologici, hanno influito gli scritti di Montanelli, di Veneziani e di Rauti ma poi ho seguito più il giornalismo culturale.
Una scelta derivata dalla mia passione per i libri, in quanto figlio di librai, o dai miei studi umanistici, o forse dall’essere più libero.
La libertà di scrivere senza essere politicamente corretto o senza dover essere eternamente reperibile come i cronisti politici e di nera.
Così ho usato le mie passioni più grandi il cinema e la letteratura per trasformarli in lavoro.
Ovviamente ho cercato di ampliare il lato dedicato al “genere” ossia l’horror, il thriller e la fantascienza il che mi ha permesso di conoscere molti nomi noti della nostra letteratura.
Per tanto ho modo di scrivere anche per una rivista di settore quale IF – Insolito e Fantastico oltre che per il portale Word Shelter.
Grazie a Nanni Magazine negli anni passati mi sono specializzato come critico cinematografico senza tralasciare i miei studi storici collaborando con le riviste Storia del 900 e L’idea il Giornale di pensiero.
Per questo quando il Presidente Scotto mi invitato a collaborare con Civitavecchia 2000 all’inizio mi sentii un po’ spiazzato.
Escludendo una breve collaborazione con la rivista Charta Minuta e alcuni articoli usciti su Libero e il Secolo d’Italia, non mi sono mai mosso in ambito politico. In gioventù ho fatto militanza, come credo un po’ tutti, ma non mi sono mai iscritto ad un partito.
La mia scelta di collaborare con la lista civica nasce, non solo e non tanto dall’amicizia col suo Presidente, quanto più dalle sue idee.
Benché io sia un’idealista vecchio stampo, penso che adesso servano più idee e meno ideologie.
Servono fatti e concretezza cose che ho trovato in Civitavecchia 2000.
Servono persone che non guardano ai vessilli politici ma ai programmi. Gente che non vede se sei di centro, di sinistra o di destra ma i progetti che vuoi portare avanti.
Chi mi conosce mi ha sempre riconosciuto una dote che è l’onestà intellettuale io guardo la persona non il partito ma soprattutto guarda il suo progetto.
Se ritengo che esso sia giusto, non perché di destra o di sinistra, ma unicamente perché oggettivamente buono, parafrasando Voltaire “darò la mia stessa vita affinché possa esporre la sua idea”.
Pertanto accolgo di buon grado l’invito di Alessandro Scotto a collaborare con la sua lista, come giornalista e addetto stampa anche per la sezione che si aprirà a Roma.
Civitavecchia 2000 può sembrare una realtà politica piccola ma è in continua crescita e, soprattutto, è un movimento “per il fare”, le numerose iniziative portate avanti in meno di un anno a favore non solo della città ma dei più deboli bastano per dimostrare quanto esso valga e per legittimare la mia scelta.
Chiudo con la massima di una persona che per me è come un modello, un uomo che fu giornalista, politico, poeta e patriota Giovanni Capasso Torre di Caprara Conte di Pastene “Sento che sto lavorando per qualcosa di giusto.
Mi piace pensare che il mio operato non sia rivolto unicamente al mio miglioramento personale, o dei miei familiari, ma a quello di tutta la collettività”.
Vito Tripi – Responsabile ufficio stampa Civitavecchia 2000






