CIVITAVECCHIA – Giusto e condivisibile dare tutta la solidarietà ai lavoratori dell’ICPL (Interporto di Roma Piattaforma Logistica Civitavecchia), senza stipendi e con prospettive assai confuse sul futuro della società. Credo che ormai si vada incontro ad un inverno di gravissime tensioni sociali, anche a Civitavecchia; nè credo che sia più sufficiente ricorrere alla semplice solidarietà, ma cominciare a pensare a interventi seri per la crescita e lo sviluppo.
E bene ha fatto comunque il Sindaco a garantire sia l’anticipo ai lavoratori, sia a specificare la volontà di entrare nel Cda della società, coinvolgendo anche l’Autorità Portuale.
Non conosco bene la realtà locale dell’interporto, credo però necessaria una strategia di sviluppo di medio e lungo periodo; ad oggi ha un ruolo ampiamente marginale, mentre potrebbe avere enormi potenzialità di crescita.
Un interporto, se messo in grado di attrarre merci, organizzare e razionalizzare la catena del trasporto, può divenire una infrastruttura fondamentale per il raggiungimento di un corretto equilibrio modale.
Certo dovrebbe avere una profonda interrelazione con il territorio e il tessuto economico, dovrebbe perseguire logiche di efficienza ed eccellenza, praticare una maggiore integrazione.
Ecco la logistica è come il turismo, andrebbe affrontata con un approccio integrato, sia con la morfologia del territorio e sia con la mappa delle attività produttive.
Le parole chiave per un interporto sono accessibilità e connettività.
Altrettanto giusto avere coinvolto l’Autorità Portuale; un porto d’eccellenza come è quello di Civitavecchia, senza, adeguate infrastrutture, area retrostante e adeguato bacino di accesso che consenta fluidità nei flussi, rischia di avere un macigno sul suo sviluppo.
Tullio Nunzi – Responsabile Settore Infrastrutture, Trasporti, Logistica e Mobilità Confcommercio-Imprese per l’Italia






