“Diciamo no alla vendita delle sede dei comunisti civitavecchiesi”

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CIVITAVECCHIA – Uno dei fattori che in modo importante hanno contribuito alla crisi della sinistra è certamente stato, nel tempo, l’eliminazione di quei luoghi storici di aggregazione e riferimento per militanti e simpatizzanti.
Così è stato per la trasformazione dello storico palazzo di Botteghe Oscure, che ha trascinato con sé un intero ed importante pezzo della storia della Sinistra romana e nazionale.
Così, a Civitavecchia, dove le diverse e gloriose sedi sono andate via via scemando, quando non trasformate in spettrali edifici chiusi.
È il caso del palazzetto di Via dei Bastioni n. 6, sede dei comunisti e degli antifascisti civitavecchiesi, dove Rifondazione Comunista ha posto la sua sede.
Se è vera la nostra tesi di partenza, per cui la crisi dei partiti è anche legata alla crisi delle proprie sedi di rappresentanza, questo ne è l’esempio evidente.
Pur non iscritti da tempo al PRC ed avendo diligentemente rispettato l’impossibilità di libero accesso a quei locali al cui mantenimento abbiamo pure offerto il nostro contributo, nei mesi scorsi abbiamo ricevuto una lettera di convocazione presso i locali di Via dei Bastioni, recante all’Ordine del Giorno: “autorizzazione alla vendita dell’immobile di proprietà della associazione sita in Civitavecchia, Via dei Bastioni n. 6; determinazione del prezzo minimo di vendita; mandato al Presidente dell’Associazione di stipulare il preliminare di vendita, il successivo rogito notarile e riscuotere il corrispettivo della vendita”.
L’associazione di cui trattasi è l’”Associazione Liberamente Comunisti”, costituita nel 1993, di cui a quanto pare i sottoscritti risultano a tutt’oggi soci fondatori.
Non sono gli aspetti amministrativi che in questa sede intendiamo trattare, per i quali abbiamo già chiesto in sede privata inascoltati chiarimenti (compresa la destinazione dell’eventuale ricavato che, per i vincoli giuridici delle associazioni, non è argomento di poco conto); né tantomeno la valutazione del comportamento di chi, professandosi comunista, mette i chiavistelli a una proprietà a quanto pare manco sua, perché si qualifica da solo.
Ma è il tema politico ad assumere grande importanza e valore, soprattutto in un momento tanto delicato come quello che stiamo vivendo, in cui i punti di riferimento della sinistra sono sempre meno.
Recita lo Statuto dell’Associazione “Liberamente Comunisti”, a cui l’immobile risulta direttamente intestato:
“Scopo principale dell’associazione è quello di riunire quanti credono nei valori e negli ideali comunisti e nello spirito democratico ed antifascista che ha sempre caratterizzato la città di Civitavecchia”.
Oggi come mai consideriamo politicamente fondamentale e dirimente il rispetto dello scopo sociale.
In qualità di soci fondatori dell’Associazione ci dichiariamo contrari a qualsiasi operazione immobiliare che offende la memoria di intere generazioni di compagne e compagni: mai acconsentiremo alla scellerata alienazione della casa dei comunisti civitavecchiesi!
Si aprano finalmente quelle porte alle associazioni ed alle singole coscienze che direttamente si richiamano ai valori del Comunismo, dell’Antifascismo e della Resistenza, dove ognuno potrà contribuire per la propria parte a mantenere vivo ed arricchire uno dei più importanti pezzi della Storia Politica di Civitavecchia.
Per il rispetto del passato e per ricostruire il futuro.
Questa è la nostra posizione come soci fondatori dell’associazione “Liberamente comunisti”.

Lucia Bartolini ed Enrico Luciani

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