“Contro la crisi, santa alleanza tra imprenditori e forze sociali”

impresa fallita fallimentoCIVITAVECCHIA – Nel sistema imprese ci sono circa 1000 fallimenti al mese; specialmente nel Lazio e nel Centro un numero sempre più consistente di imprenditori, sfiancati da una crisi lunga 5 anni portano i libri in tribunale.
Una crisi dei consumi senza precedenti dal dopoguerra, che ha visto per alcuni beni un segno negativo del 15%.
Finanziamenti bancari, pressoché nulli, tassi medi di interesse aumentati del 4,18%, 3,7 di miliardi di oneri finanziari per ritardi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione.
Si calcola una pressione fiscale aumentata in maniera inversamente proporzionale al credito, a cui ora si aggiunge l’Imu, certamente giustificata da bilanci tragici, ma che porterà a cifre insopportabili rispetto a fatturati disastrati. Se poi bisogna tener conto che una piccola azienda privata è obbligata (dati statistici) a utilizzare un proprio dipendente, per ben 3 mesi l’anno per pratiche burocratiche, beh si presenta un futuro assai poco roseo per le imprese, in particolar modo quelle del terziario e dei servizi.
Sono le stesse piccole aziende, perno del tessuto economico civitavecchiese, che dovranno accollarsi, debiti, costi, scelte scellerate di holding e società, che ricordo a tutti sono pubbliche.
Non sono un pasdaran né del privato, né del pubblico, ma ovviamente quando una società pubblica viene gestita in modo clientelare e deleterio per i cittadini e per le imprese, qualche dubbio penso che sorga nei cittadini. I quali insieme alle loro famiglie sono diventati, a causa delle incapacità di gestione di manager e politica, non più consumatori, ma benefattori, accollandosi, tasse e costi per il risanamento e dando quei servizi che spesso le società, per il loro stato di insolvenza, non possono dare.
Contro la crisi economica e la mala politica, bisogna creare una santa alleanza tra imprenditori e forze sociali per il lavoro.
E bisogna ricordare che alcune contrapposizioni avvenute nel passato, tra istituzioni, hanno penalizzato il tessuto economico, mettendo a serio rischi la competizione con altri territori.
Bisogna dare un nuovo segnale di coesione per una politica al servizio del territorio, e per far valere le istanze del territorio, al fine di salvaguardare aziende in particolare piccole e medie imprese attanagliate da una crisi che esige risposte immediate, in tempi brevi. Pena la sparizione di u tessuto economico determinante per la nostra città.

Tullio Nunzi